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31 Agosto 2005 1 commento

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01/09/2005 – Ailano (CASERTA)
CONCERTO MARCELLA BOCCIA
Di ritorno dal suo tour in India, Marcella Boccia sara’ in concerto ad Ailano (Caserta) il 1 settembre, per una nuova tappa campana del suo tour 2005 “Poesia e Musica per la Pace”.
Alfred K. Parolino (BlueMaffia), alla chitarra elettrica. Enza D’Ambrosio (Lost Dream) voce e chitarra acustica. Sandro Sommella (Planet Funk) al basso.
Il tour “Poesia e Musica per la Pace” e’ partito a Sanremo il … (continua)>>>

Per maggiori dettagli clica sul link

http://www.ketchup.it/regione/eventi/evento.asp?rg=CAM&regione=CAMPANIA&prov=CASERTA&idev=1106

Riferimenti: Stampa on line

Autori emergenti

26 Agosto 2005 1 commento

Ringraziamo il Dott. Reno Bromuro per averci segnalato l’autrice emergente Lucia Luceri.

Lucia Luceri, aka Lulu, scrive da quando a malapena riusciva a tenere in mano la matita. Afferma: «Per me scrivere è una necessità non una scelta, ogni emozione immediatamente mi spinge a riempire un foglio bianco, ad alzarmi la notte per scrivere una frase, un pensiero, per paura che vada perduto e su cui poi costruire quello che sento.. Scrivo poesie d’amore, perché l’amore lo vedo in ogni cosa, e so quanto è bello averlo… Credo che ogni essere umano debba vivere le sue stagioni e i momenti dei sogni e della fanciullezza, perciò credo che la natura mi dia una mano lasciandomi l’espressione e il fisico infantile; un dono di cui ringrazio Dio ogni giorno, forse io sono una… bestiolina che segue l’istinto più che la ragione, ma non so essere diversa. Amo la vita e la vita ci parla in mille modi, con un cielo stellato che non è mai uguale, con un mare in burrasca o un tramonto rosso sangue come le nostre ferite…»
Ha partecipato a vari concorsi letterari e, dovunque, ha ricevuto una segnalazione un elogio, il primo premio anche e questo la gratifica, ma non lo rende pubblico per pudore o perché è gelosa della vita privata. Quando pubblica una poesia lo fa con la speranza che almeno un cuore, uno solo, capisca il suo messaggio, il resto non conta.

LETTERA D?AMORE

Mi appari nelle pieghe del buio
mio bellissimo tormento,
e sussurri malinconiche parole
navigando i miei pensieri.

Tue sono le braccia della mia notte
e mi riempi di te,
di baci e lusinghe d’amore
senza pudore, senza vergogna.

Ogni mare ha senso
solamente per la riva
su cui andrà a morire,
e tu sei il mio mare.

Ma… è morire?

Un fatto è scrivere poesie, altro è capire la Poesia. Ed io cercherò di leggerle insieme a voi per capire la natura di quest?amore per tutte le cose. Diceva una mia amica pittrice, per vivere l?amore dalle mie opere mi devo sentire umile al punto d?amare anche la polvere, togliendola con delicatezza, con amore appunto.
L?amore cui è intrisa la lirica che abbiamo appena letto è di una tale portata che fa pensare all?ampiezza dell?arcobaleno dopo una pioggia torrenziale, aprendo il cuore alla più viva certezza di un?altra vita di là della terra:
«Ogni mare ha senso
solamente per la riva
su cui andrà a morire,
e tu sei il mio mare.

Ma… è morire?»

Uno dei suoi ammiratori mi ha preceduto ed ha scritto di Lucia, riferendosi alla poesia «Poesia di Ieri»: «Che penna magistrale, che tocco incantevole. Poesia che nasce dal cuore triste di che amore non ha più. E in questo momento capisco bene le sensazioni che descrivi, e le sento dentro me, trapassarmi come una lancia affilata». La piacevolezza della lettura delle liriche di Lucia Luceri è nella semplicità espressiva, non c?è ricerca di stilemi o di onomatopee, ma solo della semplicità scevra da complicazioni intellettualistiche. Sembrano parole trite e ritrite, espressioni di tutti che sembrano scivolare nella banalità, invece la robustezza della lirica, l?espansione della creatività poetica, il pregio letterario, sta proprio in questa ricerca della semplicità verbale.

POESIA DI IERI

Scivola il mio tempo
tra pensieri sfumati
di momenti sbagliati.
Vi entro senza voglia
e mi spoglio senza amore.
Non serve.

L’alba mi veste
di un nuovo oggi
che non ha sapore.
Il mio sguardo è qualunque,
è quello di chi è amato,
ma senza amore.

La definizione si fa speciale, raffinata, piena della sensibilità femminile, dando alla lirica ?Profumo di poesia?, amore grande, universale che raggiunge l?intimo del lettore regalandogli l?ebbrezza necessaria per ramificare dentro il sentimento fortemente sentito e divulgato con la stessa intensità. Vestendolo d?amore gli offre il seme e il senso reale del vocabolo «LIBERTA?», riscattandolo dalla schiavitù dell?egoismo e dell?incomunicabilità, soprattutto riportando alla memoria parabole e fatti del Vangelo, ci consiglia di annullare l?individualismo per il bene della collettività, se noi l?ascoltiamo possiamo veramente godere:
«L’alba (?)
di un nuovo oggi»
e lo sguardo di chi ha imparato ad amare gli altri come se stesso, rivolgersi al sole caldo dell?amore, con altri occhi, con altre speranze.
Il verso che all?inizio appare come un paesaggio brumoso con un cielo che sembra promettere pioggia, improvvisamente fa apparire bagliori argentati che rendono i vocaboli fluorescenti, i contorni sfocati che appaiono, nei primi quattro versi:
«Scivola il mio tempo
tra pensieri sfumati
di momenti sbagliati.
Vi entro senza voglia
e mi spoglio senza amore».
di una natura descritta con morbidezza e inducono a ricercare i ?pensieri sfumati? con compiaciuta malinconia. Una realtà che sa di sogno che potrebbe essere realtà? La scelta di scivolare nel tempo e colloquiare con due universi come un osservatore che ammira il quadro celeste nel tempo, s?innamora e poi lo descrive, vestendolo di una sottile ironia mentre va nel quadro da Lei creato e vi ?entra senza voglia, spogliandosi senza amore?; ironia divertita, direi, impegnata in una ricerca verbale che si presti all?intento e la conduca al punto che si era prefisso.
In questi versi vi sono visioni riprese da lontano, dove i soggetti assumono sensazioni oniriche, poi sfumati verso un pallido orizzonte, tra piane e colline ondulate: ricercatezza del vocabolo e sottile ironia che diverte lo stesso Poeta, Lucia Luceri, sia quando il verso sfuma nelle tenui parole d?amore appena vergate, sia quando evoca, con crepuscoli malinconici, ornati di sottile ironia divertita, i momenti velati di nostalgia, l’Autrice riversa nelle liriche l’idillica atmosfera di un?anima ancora vergine, circondata e sommersa da una natura ora selvaggia, ora arsa, ora assolata che si alterna nell?anima sua.

VIAGGIO INTORNO ALL?UOMO

Ti ho ripercorso tutto
e a ritroso,
per stancarmi di te
per staccarmi da te.

Ho riaperto ferite
senza solchi né sangue
che non mi fanno male
perché lo hai fatto tu.

Instancabili mani
che senza sforzo
incidevano graffi
sul mio cuore naif.

Rilevo in queste liriche una straordinaria capacità di collocare costruzioni dell’uomo, tra il verde freschissimo dei prati e dei boschi, e il cammino a ritroso per staccarsi da un amore forse impossibile o incompatibile. I Settenari sono musica saltellante che abbracciano ferite riaperte senza solchi, rocce che non fanno male perché le ha fatte lui: ?L?Amore?, perciò le mani sono diventate forti e instancabili per incidere senza sforzo, graffi sul cuore.
Le liriche che stiamo leggendo sono quadretti pregevoli fatti con le parole, sono sinfonie alate perché i versi sono musicali, perché i vocaboli sono intinti con i colori dell?anima; infatti, il Poeta mette a punto giochi verbali che si fanno di luce nei quali spazia la consapevolezza che l’Arte è libero intendimento. Dove l?amore, elemento descrittivo di ogni lirica, sintetizza i mutevoli stati d’animo della donna-Poeta, le liriche subiscono fascinose metamorfosi che denunciano una costante ricerca all’interno delle radici del proprio Essere.
Lucia Luceri (aka Lulu) è soprattutto un abile narratrice di situazioni ed atmosfere, che descrive attraverso un uso del verso che spazia tra il settenario e il novenario, cercando innanzi tutto la musicalità che vibri insieme al colore, e il suo quadretto, che si fa linguaggio con sapienti velature, che acquistano di volta in volta un significato originale e Suo: tutto suo, nella determinazione del potere espressivo della lirica.
Quindi ogni lirica è un quadro figurativo per scelta, Lucia Luceri gestisce abilmente la tecnica della metrica, lasciandosi guidare dal dettato dell?anima e, creativamente dal potere interpretativo della mente, producendo liriche capaci di ridestare impressioni e sensazioni forti nel lettore.
Il linguaggio poetico si sviluppa come un gioioso racconto e quando l?Artista è attratta dalle bellezze naturali che la sua anima evoca si anima di vigore estetico.

E TI PARLAVO DEL MARE

E ti parlavo del mare, ricordi amore mio?
Quella schiuma vezzosa
come trina di pizzo
che sulla spiaggia finiva la sua danza.

E ti parlavo del mare che canta, ricordi amore mio?
Perchè ogni cosa canta, anche l’amore,
quando l’amore c’è…amore mio
ed era un canto per voce sola.

E indossavo il mio abito bianco
io, agitata dal vento come trina di pizzo,
lo indossavo la sera per te, amore mio
che sordo e cieco mi lasciavi andare.

Sono onda di un mare che non canta
e marea che ora tace nel vento,
ma sognerei il tuo viso
se avessi ancora un sogno da sognare…

Il mare è la lavagna dove il destino di tutti si cancella, si segna, torna a cancellarsi, a segnarsi, senza fine. E per questo ha per sfondo il mare il tema fondamentale del lirica che stiamo leggendo, come il titolo potrebbe suggerire, «sono onda di un mare che non canta», perché vi è un rapporto tra vita e morte. La vita e la morte si specchiano l’una nell’altra, si compenetrano, si completano: sono forme, segno opposto di uno stesso mistero ciclico, eterno, indecifrabile. Si fermano forse il sole, la luna? Così le onde del mare, e ritorna il concetto espresso più su tra parabola evangelica e Vangelo: la morte non si ferma mai, perché è immortale, simboleggia l’immortalità, che è vita. La vita è come l?onda, si ferma sulla sabbia per ritornare imperterrita al mare e perciò non è la Morte che è negazione della vita, ma è la vita che comprende la morte, il mare che possiede l?onda e non l?onda il mare: la possiede come un dono del destino. Gli amanti, nel loro abbraccio, non si possono dire né veramente vivi né veramente morti. Il mare è come la Morte ha una propria legge, non una soluzione di fuga: l’uomo è fatto per la vita, anche se sa di dover morire. Ed è anche regola morale: «credere e sperare in quel mare di là farebbe fatalmente sentire più male ancora questo mare di qua». Morte e vita sono, l’una rispetto all’altra, virile dialettica, parola di sfida lanciata da riva a riva: «se avessi ancora un sogno da sognare…»

*********************************
SE TI DICESSI CHE?

Inventavo i miei giorni,
quando alle ore
non sapevo dar risposte,
quando la notte
non volevo starmi accanto
per cercare una luna che non c?era.

Ora le nostre dita
scrivono nuova poesia,
e io sorrido al tuo sorriso,
mentre un grido di gioia si quieta
e adagia due respiri sul cuscino.
**************************
PER UN SOGNO

Non posso chiedere
con le mie dita nude,
ma posso amare e amo,

per due briciole
di niente
e un domani che non c’è,

e tu che mi vuoi sogno
e lo sarò, ma…
donna con un altro.

L’anno

26 Agosto 2005 Commenti chiusi

Pubblichiamo la terza poesia dell’Anno, di Reno Bromuro. Abbiamo già inserito nel blog le poesie: GENNAIO E FEBBRAIO.

MARZO

Fa capolino, timido a Est,

come pargolo distingue

prime cose il sole strizza l’occhio.

Tenero verde d’erba sorride

boccia di fiore, spinosi,

rovi nevati: essenza di vita.

Cinguettio festoso

aria di mimosa

sventolar d’ali invita.

Grondaia inghirlandata, marzo

sinfonia inscrivibile, bifolco

gaio fischietta con l’usignuolo

canta con l’allodola all’alba.

Marzo mutabile ride

ride ride ride ride

la pioggia nel sole,

veste le braccia l’albero

allegro è il passerotto.

Come marzo, rido e poi canto;

canto e poi rido ma è sempre

immutabile pianto.

Raccolte, nei solchi arati

d’inverno, sul cuore lacrime.

Piange l’usignuolo innamorato

ride l’allodola al sole, marzo

con allegrezza festante non mia

non sa cancellare tristezza.

Primavera riporta ricordi lontani

odor di biancospini, giglio, Paduli.

Riferimenti: Il Baricentro

Lettera aperta all’autore Elia Tropeano

25 Agosto 2005 3 commenti

Egr. Dott. Tropeano
Ho letto il suo blog sull’antivirus per malattie psicosomatiche, e vorrei approfondire l’argomento collegandolo ai miei problemi. Sono assolutamente convinto dell’origine psicosomatica dei disturbi, Da oltre 30 anni soffro di dispepsia, infiammazioni intestinali e urologiche, allergie e intolleranze alimentari che mi hanno rovinato la qualità della vita. Credo anche di avere individuato il momento e i motivi che hanno provocato la distonia neurovegetativa e scatenato i sintomi di malfunzionamento dell’apparato digerente. Ho 62 anni. Cosa mi consiglia di fare?

Riferimenti: Elia Tropeano

Prossima uscita

25 Agosto 2005 Commenti chiusi

Siamo in attesa dell’ultimo libro di Reno Bromuro per i tipi della “NonSoloParole Edizioni” e di un suo articolo nel blog.
Pubblichiamo intanto due poesie:

GENNAIO

Vestito di gala candido, puro,
festa. Povera gente
con la zolla soffre e gioisce

Rincorse di bambini sulla neve
orme nere festanti
per strade che parlano di romanità.

Risate scoppi di gioia repressa.

Calore d’infante sprigionano
gli occhi non miei. La Befana
- magra non per avarizia -
riporta eco di gioia non goduta.

Il vestito di gala si scioglie
e non per i raggi del sole.
Nell’aria la gioia infantile
si confonde col canto degli angeli.

La Befana, magra non per avarizia
si ferma sulla porta di casa.
I bambini che abitano quella casa
non sanno ridere, ma per amore
gioiscono.
Sono gli uomini che domani
leniranno il tuo dolore.

Guardi le orme nere, festanti
sorridi e lasci cadere il bastone.

(da «Il vestito più bello» – «Il vaso di cristallo» – «Canti per un anno»)

FEBBRAIO

Che dicono, febbraio,
i giorni interminabili
le notte eterne?

Tace la zappa e il bidente.

Trenodìa!

Scoppietta il camino
stanca pipa.
Giorni interminabili
non a me
notti eterne al mio cuore.

Braccia stanche di far niente
muscoli atrofizzati.

L’ago sposa ossido di ferro
non sapore di pane.

Poesie di Reno Bromuro
Riferimenti: Reno Bromuro

"Il Baricentro" Mensile di critica artististica e letteraria

19 Agosto 2005 Commenti chiusi

Mensile di critica artistica e letteraria e link collegati:

www.tele5napoli.com
www.poesiavita.com
www.gattagav.com
www.poetes.it/italiano21.htm
www.club.it/autori/sostenitori/reno.bromuro
www.elbasun.com/Langolodellaletteratura/recensioni/renobromuro/index.htm
www.letteratour.it/TOURismi/index.asp
www.nostalgiatenerezza.it/paginediunpoeta/index.htm
www.poetilandia.it
www.raccontare.com
www.aziendabari.it
www.dentronapoli.it/Personaggi/brunisergio.htm
www.nonsoloparole.com
www.digilander.libero.it/poeticamente2/ip/index.htm
www.sfairos.it/teatrorenobromuro.htm
www.nuoviautori.org
www.carlotrotta.it
skorpiona.webcindario.com/renobromuro.htm
www.antelitteram.com/colloqui/bromuro
Riferimenti: Reno bromuro

I segni nel tempo

19 Agosto 2005 7 commenti

I Segni nel tempo
by Carmine Natale Apatura Iris

Printed: $13.65

Download: $6.50

Description:
Scritto in italiano. Analizzo il lessico dei mass media italiani. Con esemplificazioni tratte dalla televisione, dalla stampa e da internet, dimostro che le approssimazioni nella terminologia e, ancor più, nei segni grafici sono influenzate da quella che chiamo “la grammatica dei chatter”. Una parte dello studio è dedicata ai segni grafici, un’altra alle mode lessicali nel telegiornalismo e nelle traduzioni da testi stranieri. Il mio stile di scrittura è moderno, con brevissimi richiami al passato. (Eng.) Mass-media language analysis: I investigate how, taking examples from TV spots, press and the Internet, the modern language (graphic signs and lexical trends), is influenced by the “chatters grammar” mode. Some of the analysis concern the graphic signs, others concern the lexical trends in the TV journalism and in the translations from foreign languages texts. My writing style is influenced by the ancient ones. Language: Italian.
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Product Details:
Printed: 131 pages, 6.0 x 9.0 in. (Trade Paperback), perfect-bound, black and white interior
Download: PDF (712 kb)
ISBN: 1-4116-3668-6
License: Standard Copyright License
Copyright Year: © 2005
Language: Italian
Lulu Sales Rank: 1312

Per vedere la copertina vai sul sito:

http://books.lulu.com/content/137934

Riferimenti: I segni nel tempo

Fatti e poesie

17 Agosto 2005 1 commento

settimanale di scienze umane
dell?Associazione Internazionale Artisti «Poesia della Vita»
presidente Reno Bromuro
Repertorio n° 3426 ? Raccolta n° 1270 del 29/10/1984 (no profit)

FATTI
15 agosto 1977: Herbert Kappler, il tenente colonnello delle SS responsabile del massacro di 335 antifascisti ed ebrei alle Fosse Ardeatine a Roma, avvenuto nel 1944, evade dall’ospedale militare del Celio di Roma. PRI e PCI chiedono le dimissioni del ministro della difesa Vito Lattanzio, che accusano d?ignavia. Il 23 Lattanzio addosserà all’arma dei Carabinieri la responsabilità della fuga del criminale di guerra.
16 agosto 1997: un comizio senza precedenti di Bossi a Ponte di Legno, che, con il cardigan sopra la canottiera, si scaglia contro la Chiesa cattolica e il ?papa polacco?, accusato di trascurare le coscienze e occuparsi del potere temporale. Secondo Bossi, dopo papa Giovanni XXIII, ?un gran lombardo?, i preti sono diventati l?altra bretella del regime: la Lega deve combattere il ?nazional clericalesimo?.
17 agosto 1997: le reazioni per l?attacco di Umberto Bossi alla Chiesa e al papa non si fanno attendere: il leader della Lega è definito dai vescovi una persona ignorante e rozza, e dall?Osservatore romano un nano che si crede un gigante; Cossutta per Rifondazione difende il papa combattente, Gasparri di AN parla di campagna estiva demenziale di Bossi.
18 agosto 1999: a Pisa, nella caserma Gammara è trovato il corpo senza vita di un paracadutista, che era scomparso tre giorni prima: si riaccendono le polemiche per la violenza in alcune caserme. I famigliari della vittima e una buona parte dell?opinione pubblica credono che si tratti dell?ennesimo episodio di nonnismo e hanno invocato indagini più approfondite.
19 agosto 2000: oltre due milioni di ragazzi a Tor Vergata per il Giubileo dei giovani, forse il più grande e pacifico ritrovo di massa di tutti i tempi. Un evento definito dallo stesso Papa, che ha ritrovato un?insperata verve, senza precedenti. Il Pontefice ha dichiarato che questi giovani sono la migliore garanzia per il futuro dell?umanità.
20 agosto 2003: polemiche e proteste delle tifoserie, spingono la Federcalcio a rivedere le decisioni prese a fine luglio riguardo al campionato di Serie B. Vi parteciperanno di nuovo ventiquattro squadre: sono riammesse dalla Serie C, dopo la discussa retrocessione, la Fiorentina, il Catania, il Genoa e la Salernitana. (Tutto scorre ma nulla cambia sotto il sole, la medesima cosa sta accadendo ai nostri giorni).
21 agosto 1968: le truppe del Patto di Varsavia invadono la Cecoslovacchia ponendo fine all’esperienza della «primavera di Praga», guidata dal segretario del Partito Comunista Alexander Dubcek. L’ufficio politico del PCI in un comunicato definisce «grave decisione» l’invasione, giudicando «ingiusta tale decisione, che non si concilia con i principi dell’autonomia e indipendenza di ogni partito comunista e di ogni Stato socialista e con le esigenze della difesa dell’unità del movimento operaio e comunista internazionale». Lo PSIUP assume invece una posizione di comprensione nei confronti della decisione sovietica.

PARLIAMONE
IL FERRAGOSTO NELLA TRADIZIONE
In Italia molte feste derivano da riti agrari diffusi fin dall?età protostorica. Come il Ferragosto: sinonimo di villeggiatura, di vacanze. La sacralità delle feste è per l?italiano occasione per ringraziare il Signore per il raccolto, altre che per venerare i Santi ma ogni scusa è buona per sedersi a tavola e commettere peccati di gola. Festeggiare il Ferragosto, in tutta la Penisola, ed anche in qualche parte d?Europa, è unione di sacro e di profano.
Una volta il tempo era scandito, da altri ritmi, si correva di meno e i viaggi e le vacanze erano motivo d?evasione, ci si riversava al mare e i bagni si concentravano nel breve arco di una giornata, per i meno fortunati; per chi aveva possibilità economiche si protraevano dal primo luglio alla fine d?agosto. La costiera adriatica era quella presa d?assalto dalla maggior parte degli italiani. Stabilimenti balneari oggi quasi scomparsi, che hanno lasciato il posto a regina dell?estate, La Costa Smeralda, in Sardegna.
Per i più intraprendenti c?è la villeggiatura casereccia, in una casetta presa in affitto per uno o per due mesi a peso d?oro, sulla riva adriatica o di Santa Marinella e di Santa Severa nel Lazio, spesso a pochissima distanza dal mare. Nella città che non si spopola ci sono le feste rionali a segnare gli incontri e la vita sociale e culturale.
Quindi, la festa di Ferragosto, come altre che si presentano nello stesso periodo, rappresenta il momento in cui l?estate si avvia al suo declino e perciò, in alcuni paesi dell?Italia meridionale, si accendono falò per raffigurare uno dei momenti della purificazione.
La festa più praticata nell?Italia cristiana, è il rituale ecclesiastico della Vergine Assunta; cerimoniale che, nel tempo, è stato sostituito dall?intento di voler simboleggiare, il trapasso dalla vita terrena alla vita celeste.
Questo culto, introdotto nel periodo bizantino e sopravvissuto in epoca musulmana e mantenuto nella dominazione normanna, è visibile in quasi tutto il Meridione della Penisola, cui la festività è sempre abbinata al patrono della località.
A Paduli, il mio paese natio, il Ferragosto è sinonimo di ritorno e d?incontri, vengono in villeggiature nella terra natia tutti i padulesi dall?America e dalla Svizzera dove si trovano la maggior parte di loro.
Nel costume padulese la festività del Ferragosto è anche sinonimo di gara? che inizia appena finita la mietitura con i lavori per ornare la processione. Si costruiscono cesti con spighe di grano da premiare quello costruito più artisticamente, che rappresentano troni delle varie epoche, riproduzioni di facciate di palazzi, che sono veramente capolavori di scultura; giganteschi medaglioni retti da un’asta robusta, raffiguranti le immagini di San Rocco e dell’Assunta.
Intanto «’o masto ‘e festa» (il maestro della festa), prende contatti per scritturare le bande musicali e i cantanti più in voga. Abitualmente è sempre una banda musicale ad aprire i festeggiamenti il 14 agosto. Il 15, però la festa è prettamente religiosa e si svolge in due tempi: il mattino, fuori della chiesa dedicata al Santo sono esposte le opere di spighe intrecciate; a mezzogiorno il corteo si sposta verso la chiesa madre. Avanti a tutti i «Battenti» delle varie congregazioni seguiti dai bambini che hanno fatto la Prima Comunione, tra ali di medaglioni, stendardi e troni di spighe dorate intrecciate; al centro della coda l’Abate, vestito di bianco dorato, precede la statua dell’Assunta, portata a spalle dai devoti, seguita a sua volta da quella di San Rocco col suo mantello, su cui sono stati cuciti ex voto d?oro zecchino, di parecchi chilogrammi, tra ali di «battenti», vestiti di bianco con una fascia verde, che scende trasversale sul petto e termina con un fiocco sul fianco destro; bambini vestiti da chierichetti con la tonaca rossa e còtta bianca, da musicanti e da devoti.
Giunti nella piazza antistante la chiesa madre, le statue sono portate in chiesa, gli stendardi e le opere di spighe di grano, sono sistemate nella piazza, in modo che i compaesani possano vederle e fare ancora una volta le loro offerte; la carta moneta è fissata con una spilla, lungo un nastro che scende dalla cima del monumento, fino a terra. Quando tutto è sistemato, l’Abate esce sul sagrato e li benedice. Dopo la benedizione, inizia la messa cui partecipa tutta la popolazione. Alla fine della messa, c’è l’asta dei portatori delle statue; (porta la statua in spalla chi offre di più). Il maestro della festa si porta per prima ai piedi della statua di San Rocco, situata su di un piedistallo a sinistra dell’altare maggiore, attorniato dai portatori potenziali e dal popolo curioso e apre l’asta che dura un tempo prestabilito per ogni concorrente, fino a raggiungerne sedici. «Pe’ Ssantu Rocco, diecimila…» ? grida con voce roboante ?. Subito voci robuste, sempre più alte, scandiscono le offerte come cascata rumorosa sempre più vicina: «Ventimila… Trentamila… Quarantamila…». Scaduto il tempo previsto, si passa al secondo concorrente, fino al sedicesimo. Poi si passa sul lato destro dell’altare maggiore, dove è sistemata la statua dell’Assunta e si ripete la stessa scena.
A volte si raggiungono cifre da capogiro. Ricordo che nel 1955, il figlio di un padulese, venuto appositamente dall’America, pur di portare la statua di San Rocco (l’aveva giurato al padre morente), pagò circa centocinquanta dollari. Finita l’asta si va a mangiare e verso sera, in viale della Libertà, dove di fronte alla chiesa consacrata al Santo, è stato costruito il palco sul quale si alterneranno le bande, i gruppi musicali e i cantanti. I fuochi d’artificio salutano i compaesani verso l’una di notte, i quali si avviano stancamente verso casa; ma le luci delle bancarelle sistemate lungo il viale, si attardano ancora.
Bibliografia R.Bromuro «Paduli sul Calore ? Origine ? Tradizioni ? Superstizioni – »Edizione C.E. Menna Avellino 1991

LA POESIA DELLA SETTIMANA
POST-GENERAZIONE
di Margherita Rimi
Il significato simbolico dei versi di Margherita Rimi è evidente: essi sono usati per promuovere il processo tra quello che «non potevo essere» e ciò che «vuole essere» e sono particolarmente adatti per soggetti più obiettivi e pratici, che permettono di scoprire il simbolismo insito nella natura lirica e nei suoi processi.
Fino ad ora ho considerato l?intuizione e la comprensione, ammesso che l’intuizione esista come funzione psicologica specifica e indipendente, e la comprensione non sia una funzione irrazionale. Afferma Jung in Psychological Types – New York, Harcourt, 1933, p. 569: «questo termine non denota qualche cosa di contrario alla ragione, ma qualche cosa che è fuori dal campo della ragione» e la Poesia è un?opera d?arte che sta al di fuori della ragione, perché se la filosofia studia l?evoluzione della vita, la scienza analizza i fenomeni, la poesia disincarna la realtà oggettiva perché il Poeta possa dalla disincarnazione oggettivare la sua opera d?arte.
L’intuizione del Poeta, per quanti studi siano fatti, è una delle funzioni meno riconosciute e meno apprezzate e perciò generalmente poco sviluppata o repressa. La repressione dell’intuizione, però, è prodotta dal mancato riconoscimento, dalla svalutazione, dall’ignoranza e dalla mancanza del suo rapporto con le altre funzioni creative. Riguardo a quest’ultimo punto è opportuno rendersi conto che un processo conoscitivo completo implica non soltanto l’uso della sola intuizione, ma anche la sua intelligente comprensione, la sua interpretazione e inclusione nel corpo delle conoscenze preesistenti.
La novità della Poesia di Margherita Rimi, sta nell?aver saputo trovare un «accordo armonico» fra scienza e poesia. Prima ha lasciato libero l?«Io creativo», poi ha analizzato la lirica come si analizza un paziente applicandole un?indagine preparatoria, e se ha trovato la lirica giusta, degna della fiducia dei lettori e soddisfacente per appagare il suo spirito le insegna a camminare: pubblicandola. Nel primo caso ha avuto la certezza del valore dell’intuizione e della complicità evocativa della lirica, che ha visto accentuato il suo valore poetico, perché purificata dalla diversità fra le intuizioni da un lato e le impressioni psichiche e le fantasie immaginarie dall’altro.
Per concludere chiamiamo in causa Nuccio Mula, il quale giustamente conferma:
«Ma l?indagine di Margherita Rimi non è un?operazione solipsistica, limitata al solo scavo nell?ego ? per altro, nient?affatto estranea alla sua professione di neuropsichiatra ? irradiandosi, invece, concentricamente, prima verso l?altro – un altro significativo dal punto di vista relazionale (madre, compagno etc.) ? e le complesse interazioni che ne derivano, e poi, da ultimo, verso il contesto ampio del paradigma sociale, dove la condizione dell?individuo, o degli individui spesso si rivela patologia e dramma diffusi, in una dimensione fenomenica storicamente plausibile?». Ed afferma, che questa è «Una poesia meditata e matura, discosta da novecentismi mode e tendenze attuali (?) sa darci con originalità e serietà una lettura lucida, folgorante e convincente sul mondo che siamo, nel profondo, e nel fitto delle relazioni in cui viviamo, oltre la superficie abbacinante della vita».

POST-GENERAZIONALE

Ci siamo
senza punti estremi
da toccare
Ai soliti posti
che aspettano
per darci respiro
Per non allontanarci troppo
con le idee
che sanno tentare
e non sanno ritornare.
???.
Il giro a vuoto
inconcludente
delle tue braccia

L?impossibile passaggio
delle tue labbra
tra i mie desideri
non mi volevi
quello
che potevo essere.

"Poesia della vita" Da il vaso di cristallo – Edizione A.I.A. – Roma

12 Agosto 2005 1 commento

AGOSTO

Agosto,
congiungi la sposa al Padre,
al Figlio Martire per noi,
mentre Angeli cantano Osanna
cori festanti al mio cuore.

Sposa, Madre e Sorella passasti,
al cielo assurgendo, per l’anima
inoltrandoti pei meandri, crepacci,
ferite, mano leggera posasti.
Nel fondo mettesti pargolo ricciuto:
Gianpiero, Lia già c’era e in compagnia.

Non sete, non tremitio d’invidia
al labbro che non conobbe sorriso.

Notti deliranti senza stelle
luna, anima senza luce, scavata
da solchi profondi, trenodìa
per il chiesto e non avuto
sposa dell’anima, prima.

Improvvisamente
congiungendoti al Padre e Sposo e Figlio
passasti o Vergine sui solchi dell’anima
posasti mano lieve impercettibile.
Risorsi agosto,
tra le braccia eternamente
stretti finché vita m’è data
Gianpiero, gli atri già c’erano.
© Reno Bromuro (Da Il Vaso do cristallo – Anno – Edizione A.I.A. “Poesia della vita” – Roma)
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Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria

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Scrittura

11 Agosto 2005 1 commento

SCRITTURA TELEMATICA E SCRITTURA SU CARTA
di Reno Bromuro
Nel ?76, dopo anni di fitta corrispondenza, riuscii a portare a termine il ?Primo Convegno Nazionale A.I.A. ?Poesia della Vita? ?, ebbi la gioia di conoscere una raccolta di poesie ?Prismi di smog? di Selim Tietto, edito da l?Aquilone Mantova, ne rimasi subito incantato e lo recensii. Ero talmente su di giri per aver incontrato sul mio cammino una poesia così aulica che non pensai minimamente di inviare la recensione ad un solo giornale o rivista, ma la inviai a più giornali e riviste compreso l?ANSA. La recensione fu accolta e pubblicata da ?Messaggio d?Oggi? di Benevento, ?La voce nuova della Regione? di Bari, ?Il letterato? di Cosenza. Il primo diretto da Giuseppe De Lucia, il secondo da Armando Rositani e il terzo da Francesco Bruno dell?edizioni Pellegrini.
Tietto oggi è considerato uno dei maggiori poeti contemporanei, sta facendo incetta di premi fino a diecimilioni di lire. L?ho risentito per telefono, in occasione dell?uscita del mio libro di saggi ?Narciso e la totalità dell?esistere nella poesia di Giuseppe Selvaggi e altri saggi? Edizione Antares di Vincenzo Ursini Catanzaro 1994; gli proposi di partecipare con una relazione sulla ?poesia su carta stampata e poesia telematica?, mi disse semplicemente: ?L?ascensore l?avemmo nel 76, ora il tuo tempo è passato, perché non ci volesti salire? Io lo feci senza rimpianti, anche se eri stato il primo a recensirmi, ad accorgerti di me?.
Rimasi afasico perché mi resi conto che aveva ragione. Ripensando alle parole di Selim Tietto mi vennero dinanzi agli occhi le immagini evocate da una poesia di Montale ?La carrucola del pozzo?:
?Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchi,
appartiene ad un altro??

Non bastò perché si accavallarono altri pensieri che mi riportarono alla mente i concetti sull?arte di Benedetto Croce: ?L’intuizione pura, non producendo concetti, non può rappresentare altro che stati d’animo. E gli stati d’animo sono la passionalità, il sentimento, la personalità, che si trovano in ogni arte e ne determinano il carattere lirico?. (Problemi di estetica)
Quindi dovetti ancora una volta riconoscere che l’arte, pur essendo un momento conoscitivo dell’individuale, reca in sé il carattere dell’universalità, perché sempre don Benedetto afferma: ?Ogni schietta rappresentazione artistica è se stessa e l’universo, l’universo in quella forma individuale, e quella forma individuale come l’universo?.
(II carattere di totalità dell’espressione artistica, 1918)
Infatti, in ogni creazione individuale del poeta ?c’è tutto l’umano destino, tutte le speranze, le illusioni, i dolori e le gioie, le grandezze e le miserie umane, il dramma intero del reale…?
Ma l’arte essendo espressione si deve identificare col linguaggio, non intellettualisticamente, ma come prodotto della fantasia commossa dal sentimento. In questo modo espressione ed arte s?identificano, ma non potranno mai essere classificate in generi letterari o pittorici, ma solo in relazione ai mezzi di comunicazione e non in nome dell?espressione o della diversità del linguaggio.
Il Croce volle anche chiarire i rapporti tra poesia e moralità, e tra poesia e storia. ?E’ vero che la poesia è autonoma rispetto alla morale, in quanto non predica verità ne suggerisce valori etici, ma rispecchiando essa la personalità dell’artista, che è essenzialmente un ente morale, non può non essere rivolta anche alla moralità?.
Quindi la critica dovrebbe, secondo Croce, mirare a mettere in luce il ?mondo poetico? dell’artista, distinguendo in un’opera la ?poesia? dalla ?non poesia?, oppure le parti poetiche da quelle strutturali di un’opera d’arte.
Il Croce tuttavia avvertì che ?se la critica d’arte è critica storica, ne consegue che l’ufficio di discernere il bello dal brutto non potrà in essa restringersi al semplice approvare e rifiutare?, deve anche ?innalzarsi a quella che si chiama “spiegazione”, individuando e definendo la natura delle parti non poetiche?.
Non avevo intenzione di annoiarvi con la critica crociana bensì volevo raggiungere l?obiettivo di socializzazione tra artista e artista, tra uomo e uomo.
Le ferie estive, di cui ormai il progresso offre la possibilità ad una grande maggioranza di uomini, sono senza dubbio un’occasione ottima di incontro, un?occasione per riallacciare quei rapporti umani spezzati o allentati dalla fredda, distaccata e frenetica vita cittadina; sono un mezzo per avvicinarsi agli altri e sentirsi parte di una comunità e partecipi di una vita con orizzonti più vasti. Questo avevo inteso trovare attraverso Internet e le ML, ma mi sono accorto che solo l’uomo libero, sa e può utilizzare il progresso a vantaggio proprio e dell’intera umanità.
La libertà, in conclusione, è causa ed effetto del vero progresso. Per questo il criterio per giudicare quanto accade in rete (Internet) e la conquista di una libertà più alta e più vasta, mi porta ad analizzare il comportamento di ?non libertà?, in quanto il progresso è reale e genuino solo se è perfezione dell’uomo. Ora in rete sta accadendo che questa ?non libertà? metta in evidenza un ?non progresso? annullando quel processo di liberazione, che è accrescimento di libertà da parte dell?uomo. Quindi venendo a mancare la vera libertà dello spirito non abbiamo che l’angoscia e la tristezza, non abbiamo che la rovina e il suicidio dell’umanità.
Essere liberi non significa fare quello che si vuole, ma fare quello che la coscienza impone di fare. L’atto veramente libero e sempre conquista di un bene: è questo, infatti, l’oggetto proprio della volontà.
?E? meglio subire ingiustizia che compierla? affermò Socrate.
L’avvenire della civiltà, come risultato del progresso, dipenderà dalla educazione alla libertà che noi sapremo dare alle nuove generazioni. Anche per questo è indispensabile educare le nuove generazioni al gusto e al culto della libertà, altrimenti quello che dovrebbe essere un mezzo per elevare lo spirito e raccogliere i frutti migliori del progresso, rischia di essere uno strumento di ulteriore abbrutimento e l’uomo.
Ebbene chi non vuol morire soffocato dalle cose, deve allargare lo sguardo al di là della materia, verso i valori dove trova l’uomo con tutta la sua ricchezza.
Internet e la società evolutiva dovrebbero negare i processi dissociativi.
?L’uomo ha una sua integrale autonomia nella creazione, ha una sua forma di sviluppo, sua e unica, irripetibile, irriscontrabile nelle altre forme di vita?.
L’uomo – e l’artista in particolare ? deve agire e operare in un ambiente di libertà. Il solo condizionamento, la sola determinazione gli è data dalla sua condizione di uomo, e basta. Certe particolari condizioni, certa delimitazione del suo ambiente sociale o culturale o familiare o sentimentale non devono agire mai sull’artista per condizionarlo o deprimere la forza produttiva, ma al contrario devono liberarla, esaltandola. Penso a Lucrezio, a Leopardi, a Mozart, a Chopin, a Gaughin, a Van Gogh, e cito alla rinfusa, a Beethoven, a Manzoni.
Ma, dicevo, l’opera di dissociazione, di disintegrazione che ha sconvolto la letteratura contemporanea e non solo italiana, come già aveva sconvolto la personalità dello scrittore, dell’artista, deriva dal fatto che troppi ?maestri? improvvisati nell?intera rete in italiano, vogliono (e lo fanno), insegnare a scrivere racconti, poesie e quanto altro salta loro per la mente, come se l?arte dello scrivere si potesse insegnare, come se questa non fosse una dote acquisita alla nascita. L?arte dello scrivere, a mio avviso la si può ?affinare?, perfezionare leggendo, e leggendo e leggendo i grandi, anche se Montale afferma che ?la storia non è magistra di niente?.
Con gli infiniti ?siti? sorti nell?intera rete nazionale, le facoltà del creatore hanno cessato da tempo di sperare nel loro insieme di forza unitaria, l’una integrata all’altra, compenetrata nell’altra, per cui a produrre era lo scrittore nella sua interezza, nella sua pienezza di capacità e di equilibrio produttivo. Con l?avvento degli infiniti ?maestri? e degli ?scrivitori? di versi e di racconti o novelle (non capisco poi perché, questi ?maestri? vogliono dissociare la scrittura telematica dalla scrittura su carta stampata), hanno fatto sì che le facoltà subissero un processo di dissociazione, operando, adesso, nella maggior parte dei casi, una indipendentemente dall’altra, ognuna per proprio conto. Di qui anche la crisi della fantasia. Poiché la fantasia e l’immaginazione sono correnti che zampillano e si sviluppano nella misura che coinvolgono tutte le facoltà dell’uomo: intelligenza, cuore, sensibilità, sensi … si rende necessario un equilibrio psichico per lo scrittore che sia veramente tale. Se ciò non avviene, Vincenzo Tarcowski, Patrizio Pinna, Franco Principato, Enrica Paresce, Roberto Palmieri, Miriam Brondani e qualche altro giovane valente scrittore, continueranno ad ?incazzarsi? ed hanno ben ragione di farlo, visto che gli scrivitori esaltano Camilleri, dimenticando il capostipite di quello stesso stile che ha fatto arricchire Camilleri: Giorgio Scerbanenco, che per vivere dovette accontentarsi di scrivere novelline sentimentali per riviste di fumetti.
Fino a quando avremo ?scrivitori? che passano il loro tempo libero davanti al PC per intasare la rete con le loro elucubrazioni, e ?maestri? che vogliono insegnare a scrivere o a poetare non ci sarà spiraglio di luce per i giovani e valenti Scrittori che ho nominato. Ho usato la esse maiuscola perché la meritano e, cazzo, hanno ragione di essere rabbiosi! Li apprezzo anche perché la loro grandezza d?animo non gli permette di essere ?rancorosi? e di non sentirsi in credito con la società o l?umanità: esplodono la loro rabbia solo contro ?quel Racket dell?arte? che non permette loro la possibilità di vedere i propri libri in libreria; invece il rancore e l?invidia insorge negli ?scrivitori?; gli stessi che mettono a repentaglio il successo di una ML., o di un Sito che in poco tempo è riuscito ad accaparrarsi l?ottanta per cento degli scrittori e dei poeti più validi; anche se, l?altro venti per cento tenta in continuazione di aggrappare la propria zavorra all?artista valido per portarlo a fondo con lui.