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Archivio 9 Agosto 2005

Settimanale di scienze umane

9 Agosto 2005 Commenti chiusi

SUPPLEMENTO AL N° 0653 DI FATTI E POESIA Data: 09/08/05 10:49

Settimanale di scienze umane
dell?Associazione Internazionale Artisti «Poesia della Vita»
presidente Reno Bromuro

E? Repertorio n° 3426 ? Raccolta n° 1270 del 29/10/1984 (no profit)

Supplemento al n° 0653 del 7 agosto 2005

LA NOTTE DI SAN LORENZO

la gratitudine di Andromeda

Quanti innamorati aspettano con ansia questa notte magica? Si stringono l?uno all?altra con tenerezza come bambini impauriti dalle ombre sul muro, nell?attesa di vedere la pioggia di stelle che in questa notte incantata, si spostano dalla costellazione di Andromeda a quella di Perseo.

Andromeda, figlia di Cefeo, re d’Etiopia, e della nereide Cassiopea; per espiare una colpa della madre (quella di essere troppo bella), è abbandonata sulla riva del mare, alla mercé del mostro Cetus, ma Perseo la libera e la fa sua sposa.

La vicenda è ripresa da Euripide, che ad Andromeda intitola una delle sue migliori tragedie, andata quasi completamente perduta.

Andromeda raffigurata legata a una roccia, è presente in hidrìe greche arcaiche, vasi frigi e italioti del Quarto secolo avanti Cristo ed urne etrusche.

Nella serie di pitture pompeiane del Primo secolo dopo Cristo, che illustra i vari episodi del mito, ora a Napoli al Museo Archeologico, è ripresa probabilmente dalla pittura greca del Quarto secolo avanti Cristo.

La raffigurazione di Andromeda e di Perseo seminudi, al centro di paesaggi ?romantici?, che si ritrova in una serie di undici pitture pompeiane, è di tono idilliaco. Il tema è frequente anche nei sarcofagi romani d?età imperiale.

Nella tradizione greca Cassiopea era connessa con il mondo meridionale, moglie dell’etiope Cefeo o di Fenice. In quanto madre di Andromeda, è connessa anche col mito di Perseo.

Perseo, figlio di Zeus e della mortale Danae, figlia di Acrisio, re di Argo è considerato dalla mitologia greca un grande eroe, perché per amore corre a spezzare le catene che avvincono Andromeda alla roccia in riva al mare per essere uccisa da Cetos, una divoratrice balena che chiedeva con prepotenza una vergine ogniqualvolta pretendeva di avere ciò che voleva. Perseo, salva la fanciulla e questa per gratitudine ogni anno, la notte del dieci agosto gli dona quarantotto stelle. Ed è proprio questo fenomeno astrale che gli innamorati aspettano per rinnovare il giuramento d?amore eterno.

Narra la mitologia che Perseo nasce contro la volontà di Acrisio, al quale un oracolo aveva predetto la morte per mano del nipote. Per questo fa gettare in mare, madre e figlio. I due approdano all’isola di Serifo, dove sono accolti e Perseo è allevato. Quando raggiunge l’età adulta si trova impegnato presso il tiranno dell’isola, Polidette, a conquistare la testa di Medusa. Riesce nell’impresa grazie all’aiuto della dea Atena e del dio Ermete. Con la testa di Medusa libera Andromeda, destinata in sacrificio al mostro marino.

La sposa e insieme tornano a Serifo dove libera la madre Danae dalle insidie di Polidette. Partecipa ai giochi funebri indetti dal re di Larissa per la morte del padre; qui, nella gara del lancio del disco, scaglia l’attrezzo così lontano da farlo cadere nella zona degli spettatori e colpisce il nonno Acrisio, avverando senza saperlo la predizione dell’oracolo. Non osando reclamare in Argo il trono del nonno, scambia il regno di Argo con quello di Tirinto, accordandosi con il cugino Megapente, re di questa città. Un’oscura tradizione pone Perseo in lotta con Dioniso:perché avrebbe affogato il dio o Arianna,sua sposa,nella palude di Lerna.

Astronomicamente, Andromeda appartiene alla famiglia delle costellazioni di Perseo. Il nome della sua stella alfa è «Alpheratz» è di origine araba e significa «l’ombelico del cavallo». La ragione è dovuta al fatto che in tempi remoti questa stella era associata alla vicina costellazione di Pegaso.

Come per gran parte dell’emisfero settentrionale, anche questa costellazione prende il nome dalla mitologia greca.

La regina Cassiopea è giudicata la più bella delle nereidi e questo suscita l’ira di Poseidone, figlio di Crono e Rea, dio del mare e delle acque che provoca un maremoto in Etiopia e manda un mostro marino divoratore di uomini: Cetus, la balena, che avrebbe placato la sua fame solo se gli fosse stata offerta Andromeda in pasto. Incatenata ad uno scoglio, la vergine, come ho detto prima, è salvata dall’intervento di Perseo che, come ricompensa, la prende in sposa.

E Andromeda, grata per averle salvato la vita gli offre quarantotto stelle, che noi chiamiamo «Stelle cadenti» e per quarantotto volte formuliamo un desiderio diverso.

CASSIOPEA E ANDROMEDA

Ce ne stavamo mano nella mano
in riva al mare ad ascoltare la musica
piacevole delle onde, quand’è venuta
Cassiopea a raccontare la storia
di Andromeda, sua figlia, e di Perseo.

Storia affascinante che ha ingigantito
il sentimento che per l’infinito spazio
del cuore c’incatena, ci avvince e noi
cantiamo per questo, col sottofondo
della musica lieve delle onde «ruffiane».

Tu come Andromeda legata dal dovere
io Perseo scatenamondo colla spada in pugno
pronto a spezzare le catene che allo scoglio
della lontananza ti tengono avvinta, ma?
Mi rimane solo il tuo gran dono d’agosto:
quarantotto stelle a coronar la vittoria

delusa. Mi basta questo per sapere
che ancora m’ami come ieri, come sempre,
in eterno il dieci agosto invii le stelle
scaturite dal tuo cuore per coronare
l’infranto sogno e farmi
vivere stupenda realtà.

Mano nella mano sulla battigia ad ascoltare
l’amabile musica delle onde calme protettrici
in questa notte di luna piena, quando viene
Andromeda a raccontare la storia sua
e di Perseo; ma noi la sapevamo l’aveva
raccontata mamma sua due minuti prima
che entrambi ci abbracciassimo a Morfeo.

Ce ne stavamo mano nella mano
in riva al mare ad ascoltare la musica
piacevole delle onde, quand’è venuta
Cassiopea a raccontare la storia
di Andromeda, sua figlia, e di Perseo.

Storia affascinante che ha ingigantito
Il sentimento che per l’infinito spazio
del cuore c’incatena, ci avvince e noi
cantiamo per questo, col sottofondo
della musica lieve delle onde «ruffiane».

Tu come Andromeda legata dal dovere
io Perseo scatenamondo colla spada in pugno
pronto a spezzare le catene che allo scoglio
della lontananza ti tengono avvinta, ma.
Mi rimane solo il tuo gran dono d’agosto:
quarantotto stelle a coronar la vittoria
delusa. Mi basta questo per sapere
che ancora m’ami come ieri, come sempre,
in eterno il dieci agosto invii le stelle
scaturite dal tuo cuore per coronare
l’infranto sogno e farmi
vivere la stupenda realtà.

Mano nella mano sulla battigia ad ascoltare
l’amabile musica delle onde calme protettrici
in questa notte di luna piena, quando viene
Andromeda a raccontare la storia sua
e di Perseo; ma noi la sapevamo l’aveva
raccontata mamma sua due minuti prima
che entrambi ci abbracciassimo a Morfeo.

Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria

<http://www.poetes.it/italiano21.htm

<http://skorpiona.webcindario.com/reno_bromuro.htm