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Archivio Settembre 2005

Gli scrittori Carmine Natale ed Elia Tropeano presenti alla fiera d’Isernia

24 Settembre 2005 Commenti chiusi

Carmine Natale ed Elia Tropeano confermano la loro presenza alla fiera mercato d’Isernia che si terrà domani 25 settembre 2005.
Carmine presenta la seconda edizione del libro ‘I segni nel tempo’ ed Elia la nuova ristampa del manuale di Neuro-programmazione digitale ‘Terapie istantanee’.

Fatti e Poesie

24 Settembre 2005 8 commenti

settimanale di scienze umane
dell?Associazione Internazionale Artisti «Poesia della Vita»
presidente Reno Bromuro

Repertorio n° 3426 ? Raccolta n° 1270 del 29/10/1984 (no profit

FATTI
26 Settembre 2001: Silvio Berlusconi, in viaggio in Germania, dichiara che la civiltà occidentale è superiore all’Islam. Le dichiarazioni, sia pure nel difficile momento successivo all’attentato dell’11 settembre contro le Twin Towers di New York, suscitano polemiche furibonde e saranno, in seguito, parzialmente smentite.

27 Settembre 1997: due forti scosse di terremoto dell?Ottavo e Nono grado della scala Mercalli, alle 02,33 e alle 11,42 colpiscono una vasta area compresa tra Umbria e Marche, con epicentro a Colfiorito (Perugia) e a Serravalle di Chienti (Macerata). Il bilancio è di Tredici vittime e centoquindici feriti, i senza tetto sono cinquemila, case crollate, ospedali evacuati, strade interrotte. Ingenti i danni al patrimonio artistico, in particolare ad Assisi, dove parte della volta della basilica superiore di San Francesco crolla, distruggendo affreschi di Cimabue e danneggiando quelli di Giotto. Mentre nella basilica si svolge un sopralluogo di tecnici per valutare i danni della prima scossa notturna, un altro sisma uccide due frati e due geometri della Soprintendenza di Perugia, che rimangono travolti dalle macerie. Danni notevoli anche a Foligno, Fabriano, Bevagna, Nocera Umbra e Orvieto. Soltanto novemila persone delle ventimila senza tetto possono dormire in tenda o in roulotte.

28 Settembre 2004: Simona Pari e Simona Torretta, le due giovani volontarie rapite il 7 settembre da un commando nella sede della ONG “Un ponte per” a Bagdad vengono liberate. Dopo giorni di silenzio e di notizie contrastanti, che le davano addirittura per uccise, le due giovani ventinovenni sono state rilasciate nella periferia della capitale irachena.

29 Settembre 2000: il Consiglio dei ministri approva la Finanziaria 2001. Per la prima volta la legge non richiederà troppi sacrifici ai cittadini, ma restituirà loro quarantuno miliardi, di cui un terzo già nel 2000.

30 Settembre 1999: Festa a Roma per il restauro della facciata della Basilica di San Pietro. I lavori sono durati due anni e il loro costo, dieci miliardi, è stato sostenuto da ENI. Il commento per la TV Giapponese è di Giusepppe Selvaggi.

01 Ottobre 2000: si concludono le Olimpiadi di Sidney: l?Italia è settima nel medagliere con tredici ori, otto argenti e tredici bronzi.

02 Ottobre 1999: Pierluigi Castagnetti è il nuovo segretario del PPI, è stato eletto dai delegati del partito, riuniti a Rimini. A lui il compito di riorganizzare un partito duramente punito nelle ultime elezioni europee.

PARLIAMONE
L’IMPIEGO DEL LASER IN CHIRURGIA
Le prime applicazioni pratiche del laser, sono iniziate intorno al 1950 nell’ambito delle ricerche sugli orologi atomici, mostrano come una scoperta possa essere utilizzata nello stesso momento storico per scopi bellici o civili. In campo militare, è impiegato nei telemetri e nei dispositivi di puntamento dei cannoni dei carri armati, in sostituzione dei classici sistemi ottici e a raggi infrarossi. E? durante il conflitto nel Vietnam che compaiono per la prima volta bombe guidate da fasci laser utilizzate dagli Stati Uniti. Questa tecnica è stata a mano a mano perfezionata; negli ultimi anni sono state costruite le cosiddette “bombe intelligenti”, capaci, tramite guida laser, d?autopuntare e seguire un bersaglio.

Di pari passo il laser ha trovata analoga applicazione e sviluppo anche per: l?energia, la fotochimica,il trattamento dei materiali, le comunicazioni e la medicina. Chi ha trovato in questo strumento un valido alleato a causa della necessità di rimozioni sempre più precise e per la tendenza, negli ultimi anni molto diffusa, verso trattamenti conservativi è la chirurgia, in modo particolare.

Introdotto da circa vent’anni in molteplici settori specializzati della chirurgia, ha sostituito gradualmente i modi tradizionali di operare in medicina. I vantaggi dell’applicazione di tale tecnologia sono risultati molteplici: là dove la chirurgia tradizionale avrebbe richiesto una degenza in ospedale ora invece è sufficiente un intervento in ambulatorio con una riduzione dei costi sia per lo Stato, quando si tratta di un’assistenza sanitaria pubblica, sia per il paziente che vede notevolmente ridurre la propria convalescenza ottenendo un vantaggio psicologico ed economico. Inoltre il laser ha dato ai medici la possibilità di intervenire in aree difficilmente raggiungibili con la strumentazione classica. I benefici riguardano la riduzione del dolore e delle complicazioni postoperatorie, la possibilità di ridurre infezioni, agendo su un campo più circoscritto.

I laser utilizzati in chirurgia sono particolari tipi di radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, monocromatiche e monodirezionali, ordinate cioè in modo da trasferire sul tessuto una controllabile quantità di energia. Il tipo di chirurgia che si effettua con la manipolazione del fascio laser è diverso da quello tradizionale, perché non si basa sul contatto diretto, meccanico con i tessuti. Il meccanismo di azione, esercitato anche a distanze considerevolmente elevate pur variando fra i diversi laser chirurgici, è essenzialmente termico. L’effetto, in pratica, si traduce in una vaporizzazione localizzata nell’area bersaglio, con il risultato di una perdita di sostanza a forma di cratere, il cui diametro corrisponde approssimativamente alla larghezza del fascio.

Personalmente ho avuto modo di vedere gli effetti sul mio corpo, quando mi è stato inserito il primo PM, e sentito dai miei compagni di stanza che si sottoponevano al cambio, che meravigliati, dopo un paio d?ore, il tempo di assorbire una flebo e far ritorno a casa.

Utilizzato in interventi di ernie o emorroidi, che dieci anni or sono richiedevano oltre due settimane di degenza oggi dopo ventiquattro ore il paziente può lasciare l?ospedale.

LA POESIA DELLA SETTIMANA
LA DONNA E IL MARE

di Renato Volti

Renato Volti è nato a Chicago il 05 novembre 1969, però le sue origini sono italiane, perché non aveva neanche un anno quando la sua famiglia ritornò in Patria. Dopo varie peripezie si è stabilito in un paesino vicino alla Val d’Aosta.

I suoi interessi principali sono la lettura e, naturalmente, lo scrivere. Afferma con orgoglio di essere un «lettoredipendente» dei romanzi di Stephen King. Si sente attratto dalla psicologia e da tutto quello che riguarda l’Uomo e il suo comportamento. E? un attento osservatore; per capire l’ambiente che lo circonda e la società in cui vive; per conoscere se stesso e conoscendosi capirsi. E? affascinato dalla tecnologia in genere, però in modo particolare dai computer. Internet in generale, e la posta elettronica in particolare rappresentano per lui il nuovo modo per comunicare,per essere in compagnia;con gli altri si sente se stesso,e a suo agio

La lirica di questa settimana è piena di pathos. Già nei primi due versi, che potremmo considerare incipit, il discorso è lapidario: un endecasillabo e un ottonario urlano dolore incolmabile. Un urlo dell?anima che nessuno può sentire, il poeta lo rimarca, proiettando in tutti noi, un proiettile che si conficca nei solchi.

Nei quattro versi liberi della seconda strofa, la dignità di madre è scolpita col laser: statua imponente, michelangiolesca direi, sotto il sole rovente d?agosto, è una frustata in faccia alla società indifferente, assolutista ed egoista, individualista del nostro tempo: una denuncia da far accapponare la pelle. Questa gente indifferente al dolore degli altri, che vive nello stesso stabile e non sa che cosa accade al coinquilino della porta accanto, come può capire il dardo scoccato nella sua anima, dall?impenetrabilità dolorosa e dolorante di una donna scolpita col laser del dolore più grande, che il sole d?estate ha staticizzato sul volto bruciato.

L?Arte poetica maggiore esplode in tutto il suo lirismo quando Renato Volti ci dice che questa statua ha solo occhi vivi, il cui sguardo è fisso nel mare come volesse scandagliare il fondo, per cercare qualcosa che il Poeta non ci svela ancora, ma ci anticipa essere ?dolore senza conforto?.

Le labbra sono rimaste dischiuse sull?invocazione al mare, come un ?coktail di rabbia e di dolore?, ancora una perla sgranata come il Rosario ci porta alla memoria un?altra donna rimasta impietrita, tanto tempo fa, ai piedi di una Croce. Allora l?intelletto ci suggerisce che cosa potrebbe aver arrecato alla donna della spiaggia il dolore che dimostra nella sua staticità scultorea: invoca il mare di ridarle il corpo del figlio rubato dalle acque, affinché possano trovare pace entrambi.

Non è la prima volta che Renato Volti c?invita alla riflessione con liriche di questo tipo, con uno stile personalissimo e libero da schemi letterari in cui il canto d?amore si fa grido di dolore e invito alla convivenza umana, mettendo da parte l?individualismo sfrenato di questo inizio del terzo millennio.

LA DONNA E IL MARE
di Renato Volti
“Maledetto mare” urla restando
in silenzio una donna.

La sua figura tacita e immobile
contrasta con il gioioso vociare
della gente all’intorno
sulla spiaggia assolata d’agosto.

Sul suo volto bruciato dal sole,
vi è impresso un dolore
che mai ha trovato conforto.

I suoi occhi velati di pianto
febbrilmente scrutano il mare
come se i suoi profondi
abissi volessero sondare.

Sulle sue labbra
appena dischiuse è rimasta
impigliata un’invocazione
un misto di rabbia e dolore:

“Ridammi quel figlio che m’hai tolto,
ridammi almeno il suo corpo
che io possa vederlo degnamente sepolto,
ed ogni qual volta il suo ricordo mi assalga
io possa almeno poggiare una rosa
là dove egli giace e riposa.”

Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria

<http://www.poetes.it/italiano21.htm

<http://skorpiona.webcindario.com/reno_bromuro.htm

Riferimenti: Reno Bromuro

Concerto per la pace a Roma

24 Settembre 2005 1 commento

Notizia di stampa che riguarda direttamente la nostra poetessa Marcella Boccia.

il Palco, il Pubblico, gli Organizzatori e gli Artisti del
Concerto per la Pace a Roma
Roma – Aula Magna dell’Accademia Pontificia, Facoltà di Teologia. L’Artista casertana contro la guerra Marcella Boccia ha dato ieri sera una splendida esibizione nel corso dell’evento “Per la Pace”, organizzato dalla Associazione Mandir, promotrice del premio “Il Mandir per la Pace”. Sul palco addobbato da una grande Croce, simbolo del pellegrinaggio Assisi Roma, il gruppo composto da Marcella Boccia voce, Enza D’Ambrosio dei Lost Dream alla chitarra acustica, Alfred K. Parolino dei Blue Maffia alla chitarra elettrica, Simona Deidda degli Alterego alle percussioni, Sandro Sommella dei Planet Funk al basso e con Freddy Sanduku, artista proveniente dal Congo, ha dato uno dei più importanti momenti musicali della serata.

Marcella ha iniziato con uno dei suoi pezzi più celebri: “Roof of the world”, storia di una monaca buddista tibetana, imprigionata fin dall’età tredici anni, in un carcere dell’occupazione cinese dove è stata torturata e costretta a subire ogni tipo di soppruso. Un racconto cantato oltre la censura totale della stampa internazionale, che non ha mai pubblicato il fatto noto all’artista casertana, per averlo appreso in un suo viaggio presso gli antichi monasteri sull’Himalaya. “Siamo qui per la pace, la pace tra tutte le religioni e tutte le etnie”, ha detto Marcella Boccia al pubblico nella sala. Poi le note di “Women in black”, la canzone che chiede “agli israeliani e ai palestinesi di fare la pace”, per la quale l’artista è stata invitata ad agosto a Gerusalemme.
Intensa emozione e lunghi applausi hanno accompagnato l’esibizione del brano “Congo”, anche per la stretta di mano tra artisti italiani e Sanduku, l’artista congolese. Dal palco la Boccia ha spiegato che i diritti d’autore sul brano saranno interamente devoluti ad un progetto di sicurezza alimentare a favore dell’omonimo paese africano.

“Don’t worry, Mam, don’t worry, no problem in my Country. No problem in my . Don’t worry, Man, don’t worry, no problem in my Country. No problem in my house?”. E’ il ritornello di “Pipa della pace”, l’ultimo brano suonato da Marcella e dal gruppo di artisti contro la guerra. Poi, raccogliendo la bandiera arcobaleno dalla scritta “Pace” sulla quale l’artista è solita sedere, nell’ultimo saluto al pubblico ed agli americani capeggiati dall’artista James Twyman, Marcella ha chiesto ciò che è leit motiv di ogni anima pacifista del pianeta: “Il ritiro dei militari americani e italiani dall’Iraq”.

Apriti cielo! Marcella Boccia è stata pesantemente apostrofata con un veto: “Questo non lo puoi dire!”, proveniente dalla femminile persona dell’organizzatrice, in merito ai cui modi auspichiamo si sia trattato di un impercettibile moto di stizza per la battuta rubata, dalla nostra pacifista casertana. Altrimenti che pacifismo è? Già, perchè noi Artisti della “Rete contro la guerre” allo slogan per “il ritiro di tutte le truppe in Iraq”, uguale fra noi per tutti atei, cristiani, mussulmani, ebrei e buddisti, siamo soliti aggiungere il più profondo NO ai CTP, i nuovi campi di concentramento, e il NO più sincero contro ogni razzismo. L’Arte non può che dire la verità, perchè espande tutti i colori a se intorno e raccoglie in se tutti i colori, il bianco e il nero, come nel simbolo dello Yin e dello Yang, espressione sublime dell’unità nel molteplice.

Pur dispiaciuta dal commento negativo Marcella Boccia, al termine del concerto, ha dichiarato: “Non mi aspettavo certo che qualcuno del pubblico venisse a farmi i complimenti , invece in molti sono venuti in camerino, soprattutto donne, e questo mi ha reso felice più che in qualsiasi altro momento”. “Credo che la coerenza sia la prima dote di un essere umano; durante i miei concerti ho sempre chiesto agli americani che occupano militarmente l’Iraq, di andare via, seguiti anche dai nostri compatrioti. Probabilmente è per questo che mi hanno dato un premio per la pace, o no? Cosa potrei io, artista e opinionista, rispondere alla mia amica Marcella, se non che io stessa non faccio che dire la stessa cosa da due anni e mezzo? La canzone della “Pipa di Pace” nel repertorio di Marcella Boccia chiude ogni esibizione, il perchè è semplicissimo e basta ascoltare le parole: “Per favore, via gli americani dall’Iraq”.

Spiego meglio. I Poets Against All Wars, gruppo poetico attivista americano, lo chiedono ai loro governanti e, come loro, i Poetas Antimperialistas dell’America Latina. Il primigenio movimento Artists Against Wars nasce proprio nei paesi anglofoni e come tutte le altre organizzazioni internazionali di Artisti impegnati, anche Noi artisti e artiste italiani siamo “contro la guerra”. Nel mondo sono circa 110 i milioni di persone, dislocate ovunque in lungo e in largo per l’intero globo terracqueo, che chiedono la fine dell’occupazione irachena e se, noi italiani abbiamo impiegato quasi due anni ad acquisire il concetto di “diritto di resistenza”, i pacifisti americani per primi hanno ritenuto giusto e lecito che gli iracheni si ribellassero alle forze di occupazione, forti del solo diritto alla sovranità territoriale. Anche nell’Arte il cammino della Pace significa “scegliere”; scegliere di essere contrari ad ogni forma di violenza contro i popoli e contro gli inermi. Simona Deidda, l’amica percussionista di Cagliari che era con noi sui Ponti di Pace il 2 giugno a Roma ci ha raggiunte, con lei anche Sandro Sommella. Nell’aria di questi ottimi ragazzi e fantastici artisti c’è un nuovo disco ma, prima di parlare dei nuovi progetti… “Io sono, assolutamente, “contro la guerra”", mi dice l’amica artista Marcella Boccia, ed io non posso che unirmi all’istanza di questi giovani artisti, che è anche la mia.

Rete Artisti contro le guerre
Loredana Morandi
Pres. Ass.ne Argon – Bloggersperlapace

Elia Tropeano il manager della cultura

21 Settembre 2005 4 commenti

Il tele-giornalismo italiano è diventato scadente (anche) per quanto riguarda la grammatica, la capacità espressiva e la terminologia usata (le “mode lessicali”).

Traggo spunto dal libro di Carmine Natale, I Segni nel tempo (www.lulu.com/content/162234) per iniziare un dibattito sull’argomento.

Egli, l’autore, attacca la nuova generazione del giornalismo italiano per questi motivi, tanto che metà dello studio presente nel libro è su questa realtà. Egli presenta centinaja di esemplificazioni tratte da Rai e Mediaset (parole usate in modo strano o sbagliato, imprecisioni, ripetizioni inutili, perifrasi, ecc.) dimostrando quanto le “mode lessicali” siano una caratteristica negativa dei giornalisti televisivi.

Il resto scrivetelo voi, Elia

Pubblicazioni di Alessandra Bertocci

21 Settembre 2005 1 commento

Pubblicazioni

2004 – Loescher Editore, Marco
Derva Letture (www.loescher.it – Novità 2004)

1. Il fantasma del Capitano
- Un gruppo di ragazzi, un antico diario e un’emozionante
avventura tra la natura della Maremma toscana.
ISBN: 88-8244-185-7·
Romanzo per la scuola secondaria di 1° grado corredato da schede
didattiche alla fine di ogni capitolo.
2. Avventure di un’estate –
Nel corso di un campo estivo, tre adolescenti dal carattere difficile
scoprono l’importanza dell’amicizia.· ISBN: 88-8244-188-1·
Romanzo per la scuola secondaria di 1° grado corredato da schede
didattiche alla fine di ogni capitolo.

2002 – EmmErre Libri,
L’Arcobaleno collana per piccoli lettori

Felina De Micis investigatrice
- Un’astuta gatta di Park City alla ricerca dei
colpevoli· Libro illustrato di racconti gialli per l’infanzia corredato
da schede didattiche.· ISBN: 88-8411-158-7 Cod. S. 657

Collaborazioni

Rivista: PROGETTO BABELE Letteratura per
divertimento sito internet: www.progettobabele.it

Concorsi

· 2004 Componente della giuria del concorso “Il Padule di Fucecchio”
memorial Ceccarelli, per le classi delle scuole medie di Monsummano
Terme 1992
· Vincitrice del concorso letterario “I giovani incontrano
l’Europa” IX Edizione indetto da RAI Radio Televisione Italiana con una
breve composizione letteraria sull’Europa unita.

Istruzione

2001 Laurea conseguita presso l’Università degli studi di Firenze.

Attività

Animatrice alla lettura presso scuole e biblioteche.

PREFAZIONI

Felina De Micis investigatrice – Un’astuta gatta di Park
City alla ricerca dei colpevoli
La storia, ambientata nella cittadina
di Park City, ha come protagonista una graziosissima e astuta
investigatrice, Felina De Micis. Con lei lavorano due capaci
collaboratori: il simpatico cane Otto Bau e la solerte papera Ornella
Paperella.
Il lavoro non manca alla titolare dellAgenzia di
investigazioni, e non sempre i casi che si presentano sono di facile
soluzione. La gatta, tuttavia, riuscirà sempre a scovare il colpevole e
a far trionfare la giustizia.
I personaggi coinvolti nelle vicende
appartengono tutti al mondo degli animali: scimmie, cavalli, volpi,
caprette e tanti altri ancora. Le storie sono divertenti ma anche
ricche di colpi di scena e di momenti di suspence. Inoltre, da parte
del colpevole, cè sempre il pentimento per aver agito contro la legge.

Avventure di un’estate
- Nel corso di un campo estivo, tre adolescenti
dal carattere difficile scoprono l’importanza dell’amicizia
Un ragazzo
solitario, un giovane impacciato e una quindicenne intrattabile si
incontrano in un campo estivo gestito da tre giovani istruttori e
immerso in uno splendido castagneto. Nonostante le incomprensioni
iniziali, grazie alle coinvolgenti attività del campo che variano dalle
tecniche di accensione del fuoco alla scalata di una parete rocciosa,
all’attraversamento di un ponte tibetano, fra i tre ragazzi nasce una
sincera amicizia. A seguito di un’imprudenza, i tre giovani si perdono
nel bosco e questa difficile, anche se emozionante, esperienza insegna
loro l’importanza della cooperazione e del rispetto reciproco. Le
imprese affrontate, come il salvataggio di un cucciolo e l’esplorazione
di una grotta, costringono i tre compagni a confrontarsi con le proprie
paure e, anche grazie all’attento e amorevole aiuto degli istruttori, a
tirare fuori il meglio di loro stessi.

Il fantasma del Capitano
- Un gruppo di ragazzi, un antico diario e un’emozionante avventura tra la
natura della Maremma toscana
Cinque studenti di una scuola secondaria
di 1° grado, accompagnati dal professore di matematica, visitano il
Parco naturale della Maremma scoprendo la flora e la fauna che
caratterizzano l’ambiente naturale.Leggendo un antico diario, rinvenuto
all’interno della villa cinquecentesca in cui alloggiano, i ragazzi
ripercorrono le temerarie imprese di un nobile avventuriero scopritore
di un immenso tesoro, di cui si è persa ogni traccia.Mentre un
misterioso personaggio tenta in ogni modo di indurre i ragazzi ad
abbandonare la residenza, strani fatti e inspiegabili rumori notturni
fanno sospettare alla comitiva che il tesoro sia nascosto proprio nella
villa. Dopo varie peripezie, i ragazzi e il professore verranno a capo
dell’intricato mistero.

Riferimenti: Alessandra Bertocci

Antonio Grano pubblicazioni

20 Settembre 2005 1 commento

LE PUBBLICAZIONI di Antonio Grano

LA LEGGENDA DEL CHIODO ASSASSINO

(Tutte le verità sulla morte di Pietro da Morrone che fu Papa Celestino V) di Antonio Grano

La leggenda del chiodo assassino è una ricerca sulla morte dell?eremita Pietro Angelerio da Morrone, che fu Papa Celestino V. Dopo il “Gran Rifiuto” la sua persona costituì una minaccia vivente per il successore, Bonifacio VIII. Poiché, infatti, un Papa non può dimettersi, l?elezione di Benedetto Caetani rischiava di essere invalidata. Lo scisma era incombente. Solo con la morte dell?antecessore si sarebbe placata la reazione dei numerosi oppositori di Bonifacio. Inseguito e perseguitato, il vecchio eremita fu imprigionato nella torre di Castel Fumone, dove morì, in circostanze misteriose, il 19 maggio del 1296. Il suo assassinio fu denunciato, nel XVII secolo, da Don Lelio Marini, che fu Abate Generale della Congregazione dei Celestini.

Sullo sfondo della ricerca si intravedono i grandi temi che caratterizzarono quell?ultimo scorcio del tardo Medio Evo: lo scontro fra la Ecclesia Carnalis, rappresentata da Bonifacio VIII, e la Ecclesia Spiritualis costituita dalle brulicanti “sette paueristiche”, ben rappresentata da Francesco d?Assisi e Jacopone da Todi; l?Aspettativa Escatologica, suggerita dalle profezie di Gioacchino da Fiore; l?ultimo grande scontro fra il Potere Spirituale (Bonifacio VIII) e il Potere Temporale (Filippo IV di Francia detto il Bello).

Come in ogni thriller che si rispetti, non mancano le sorprese e i colpi di scena. Lo sfondo dell?ultimo scorcio del tardo Medio Evo, il crudo contesto socio politico del XIII secolo, lo scontro, durissimo, fra la Ecclesia Carnalis e l?Ecclesia Spiritualis, la descrizione, palpitante e impietosa dei due protagonisti, la vittima e il carnefice, rendono ancora più affascinante la lettura di queste pagine, che inevitabilmente portano il lettore a riflettere su un passato non molto lontano da noi.

I CASTELLI DI PIETRO

(Tutte le verità sulle origini di Papa Celestino V) di Antonio Grano

I Castelli di Pietro è’ una ricerca sulla credibilità delle fonti storico-narrative che negli ultimi settecento anni hanno indicato i vari possibili luoghi in cui potrebbe essere nato il famoso papa-eremita molisano. L’indagine recupera e sottopone ad analisi critico-ragionata le deposizioni che sull’argomento hanno rilasciato i più noti biografi del martire. Tutte le informazioni sono state scrupolosamente vagliate, inquadrate nel contesto storico-culturale dell’epoca e sottoposte a controllo incrociato allo scopo di poterne valutare il grado di attendibilità.

L’opera ripercorre le tappe della ricerca segnate da 51 cronisti, coevi e contemporanei, fra cui : Pietro D’Ailly, Maffeo Vegio, Vincenzo Mastareo, Lelio Marini, Celestino Telera, Biagio Cantéra, Giuseppe Celidonio, Arsenio Frugoni estrapolando le teorie dedicate alle località che hanno raccolto il maggior numero di segnalazioni o che comunque hanno rivendicato la paternità del Santo (lsernia, S.Angelo Limosano, Molise, Macchia d’Isernia, Colli al Volturno, Morrone).

Su queste teorie, riccamente documentate, l’autore esplica la sua analisi comparata esaltando, con grande sforzo di obiettività sia le testimonianze favorevoli che le controdeduzioni critiche. Sia nel testo che nelle schede sono brevemente illustrate le storie dei comuni interessati, con particolare riferimento alla loro vicenda medievale, segnatamente quella del XIII secolo. La bibliografia generale riporta oltre cento titoli di cui molti rari come ad esempio la Santissima vita di Pietro Celestino in versi di Antonio Simone Bugatti(1520).

Infine vi sono riportate ed ampiamente commentate le testimonianze di numerosi manoscritti, bolle papali e codici fra cui la bolla di Gregorio X, la “pergamena” del Vescovo Roberto, la “bolla” di Dario, la cosiddetta vita C attribuita a Tommaso da Sulmona, la vita anonima di cui al Codice Vaticano Latino 8883, la vita in volgare di Stefano Tiraboschi, la vita anonima di cui al Codice Vallicelliano H 46, il “giuramento” di Ruggiero da Celano, la bolla di canonizzazione di Clemente V, il Codice V 58 della Biblioteca Marciana di Venezia.

IL PAPA SANTO CELESTINO V

(Tutte le verità sulla vita di Papa Celestino V) di Antonio Grano

Il Papa Santo , una ricerca sulla vicenda umana e spirituale di uno “sconosciuto” che sul finire del XIII secolo passò come una meteora sul Regno di Napoli lasciandovi una traccia indelebile.
Nato in Provincia di Terra di Lavoro, (probabilmente a Isernia), all’età di venti anni, dopo una breve e sofferta permanenza nel monastero benedettino di S. Maria in Faifoli (allora in Diocesi di Benevento) lascia senza rimpianti la sua “patria”, ben deciso a non farvi mai più ritorno.
Le notizie intorno alla sua infanzia sono scarsissime. Dai cronisti coevi apprendiamo che era un bambino un po’ stravagante, bizzarro, solitario e sfaticato, tanto da essere detestato dai fratelli, che non volevano spendere soldi per mandare agli studi un “fannullone”. Soprattutto sappiamo che era sempre tormentato da incubi, ossessionato da orripilanti visioni e, soprattutto, dalle fastidiose polluzioni notturne.
La sua lunga esperienza terrena (visse 87 anni) fu segnata da una forte vocazione religiosa maturata nel clima di quell’Aspettativa Escatologica in gran parte ispirata da Gioacchino da Fiore “il calavrese? di spirito profetico dotato”, che lo sospingerà con maniacale urgenza alla ricerca della solitudine estrema e all’autoannientamento tramite la quotidiana mortificazione della carne.

E-mail: antonio.grano@tin.it

Riferimenti: Antonio Grano

Terapie istantanee di Elia Tropeano

20 Settembre 2005 Commenti chiusi

‘Terapie istantanee’

Nuovi e semplici metodi terapeutici in grado di risolvere rapidamente un’ampia gamma di problemi clinici, psicologici ed educativi.
Riferimenti: Terapie istantanee

Neuro-programmazione digitale

20 Settembre 2005 Commenti chiusi

Neuro-programmazione digitale
di
Elia Tropeano
La neuro-programmazione digitale è la materia d’indagine che sto sviluppando a partire dai modelli terapeutici della programmazione neurolinguistica di Richard Bandler. Il termine digitale è inteso soprattutto come un sistema di codifica delle informazioni provenienti principalmente dall?emisfero sinistro del nostro cervello. In programmazione neurolinguistica, PNL, ogni attività umana è comportamento, dalle semplici espressioni fisiche o di pensiero a quelle più complicate, dalle semplici affezioni alle complesse patologie cliniche. Sto analizzando diverse metodiche PNL per estrarre l?essenziale in modo da agevolare qualsiasi persona abbia voglia di cimentarsi con queste potenti tecniche di comunicazione. L?obiettivo è di poter fare affidamento su un esiguo numero di procedure, in grado di affrontare qualsiasi problematica terapeutico-comportamentale in un periodo relativamente trascurabile. La materia consiste essenzialmente in casi clinici risolti, il più delle volte, in modo istantaneo. Nei procedimenti si potrà costatare la semplicità, l?ovvio ed il tempo d?impiego. L?idea di rendere nota questa disciplina mi venne mentre tenevo un corso dimostrativo di Neuro-programmazione digitale e PNL a Venafro (IS), presso il Centro di guarigione olistica Anam Cara. Allora mi convinsi che il materiale che stavo scrivendo, dispense didattiche per i partecipanti, potesse servire ad un pubblico interessato a modelli innovativi. Al Centro era possibile partecipare a seminari, corsi e sedute individuali di ? VitationR, Pensiero creativo, Biodanza, Feng shui, Firewalking, Yoga, Tai chi chuan, Rebirthing, Sistema corpo-specchio, Kinesiologia, ecc. Mi avevano invitato perché erano curiosi di sapere com?era possibile risolvere alcuni problemi clinici o comportamentali in una seduta di breve durata. Al primo incontro ero un pò teso, avevo di fronte clinici specializzati, esperti in terapie alternative e persone di cultura. Appena mi sentii più rilassato, eliminai in pochi istanti delle fobie a due donne che avevano il problema da più di trenta anni e che avevano provato altri metodi di cura.
La neuro-programazione digitale consiste in nuovi e semplici metodi terapeutici in grado di risolvere rapidamente un?ampia gamma di problemi clinici e psicologici. Le tecniche riportate si sono inoltre rivelate utili per intervenire con successo sulle malattie croniche e su certe patologie ritenute irrisolvibili. Le tecniche terapeutiche muovono dalla Programmazione neurolinguistica per arrivare ad una nuova e semplice procedura d?intervento che si basa principalmente sui trasferimenti informatici interemisferici dei dati contenuti ed elaborati rispettivamente nell?emisfero destro e sinistro del nostro cervello. Una sezione si dedica alla memorizzazione e al sistema d?invio delle informazioni alla nostra memoria, una al linguaggio digitale /analogico, un?altra Neuro-etimologia, questa ultima spiega quanto i vocaboli siano in grado di significare; per finire fisiologia e funzione dei sogni e possibilità di utilizzo terapeutico.

Programmazione neurolinguistica

20 Settembre 2005 Commenti chiusi

Articolo sulla PNL
di
Elia Tropeano
La Programmazione neurolinguistica (PNL) nasce negli anni settanta ed è il risultato dell?opera di un matematico, Richard Bandler, e di un linguista, John Grinder, i quali misero a punto delle straordinarie tecniche di comunicazione per essere utilizzate efficacemente nell?azione terapeutica mostrando una serie di strumenti ricavate da alcuni astri carismatici della moderna psicoterapia. Successivamente le metodologie furono estese ad altri campi della comunicazione dall?industria al commercio, dalla scuola alle attività legali, ecc.
La PNL è una nuova disciplina che opera nell?ambito dell?esperienza soggettiva e presenta strumenti, tecniche specifiche e principi organizzativi per conseguire qualsiasi risultato comportamentale.
La PNL è un modello; i modelli si contrappongono alla teoria per l?utilità e la funzionalità e rappresentano semplicemente la descrizione fedele di come qualcosa operi senza impegnarsi a specificarne il perché.
Il modello della programmazione neurolinguistica basa il suo fondamento su assiomi, leggi e principi della comunicazione, linguistica e cibernetica e dalla consapevolezza che gli schemi del comportamento umano sono originati dai sistemi percettivi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.
Infatti, le informazioni che ci giungono dal mondo esterno le riceviamo attraverso i cinque sensi, e questi cinque sensi li usiamo per elaborarli internamente in programmi comportamentali.
I programmi comportamentali (strategie) sono organizzati in una sequenza ordinata di sistemi rappresentazionali, l?equivalente all?elaborazione interna dei sistemi percettivi, selezionati da un operatore che collega per sinestesi i vari stadi della strategia stessa.
La PNL, sostiene che qualunque abilità, competenza, capacità intellettiva, ecc. al pari di qualsiasi altra attività umana complessa ha una struttura e pertanto può essere appresa, dati i mezzi appropriati.
Le tecniche della Programmazione neurolinguistica tendono a rettificare i processi sensoriali che regolano e conservano il problema psicologico, e non ad analizzare il contenuto specifico o il prodotto che lo mantengono saldo. E? un modello conforme a un sistema limpido e pulito e opera in modo efficace. E? uno strumento controllabile e sistemico che amplia la gamma d?azione di ogni psicoterapeuta indipendentemente dalla scuola di provenienza.

Neuro-etimologia

20 Settembre 2005 Commenti chiusi

Neuro-etimologia
di
Elia Tropeano
L?indagine sul significato delle parole, da un punto di vista neuro-etimologico, cioè da una fonte più ricca ed attendibile, rivela che molti vocaboli hanno un senso più specifico di quello che abitualmente si è portati a recepire. Molti termini, infatti, ritraggono funzioni di uno o entrambi gli emisferi cerebrali.
Il termine ?astrazione?, ad esempio, raffigura il processo di costruzione di suoni, immagini e sensazioni che si sviluppa nell?emisfero sinistro del nostro cervello.
?Apprendimento?, invece, è una parola che indica un procedimento che è stato trasferito nell?emisfero destro, un qualcosa che è stato appreso, memorizzato e divenuto automatico.
La parola ?capire? è una funzione dell?emisfero sinistro o, volendo, di entrambi gli emisferi. Infatti, la sua nominalizzazione ?comprensione?, può essere intesa come una funzione dell?emisfero destro perché esiste anche una comprensione inconsapevole delle cose per l?inaccessibilità a certi livelli di memoria.
Un termine che ci ha destato curiosità è ?rielaborazione?. Che cosa potrà rappresentare una parola del genere? Dopo averla denominalizzata otteniamo ?rielaborare?, un verbo associato a cancellazione: rielaborare che cosa? Nel manuale di Neuro-programmazione digitale abbiamo usato la parola ?elaborazione?, con l?intento di rappresentare l?atto della costruzione, da parte dell?emisfero sinistro, di esperienze, idee o informazioni, ma non abbiamo aggiunto, che queste, se non arrivino in modo celere al destinatario, cioè all?emisfero destro, saranno dimenticate.
Non si spiega, comunque, l?aggiunta del prefisso ?ri ?. Rielaborare vuol dire elaborare nuovamente o elaborare più volte, ma a quale scopo? Forse chi elabora più volte aumenta le capacità d?elaborazione?
Probabilmente la rielaborazione rappresenta l?atto d?arrivo in memoria delle informazioni elaborate o costruite nell?emisfero sinistro. Le informazioni sono rielaborate per fare un confronto con quelle di prima elaborazione, un controllo, attraverso un sistema rappresentazionale, per stabilire che il materiale trasferito nell?emisfero destro sia fedele all?originale, conforme a quello elaborato, in modo da garantire che nessuna informazione sia persa durante il trasferimento.
Che cosa dire delle parole ?analisi? e ?sintesi?? Trasformando le nominalizzazioni in verbi otteniamo ?analizzare? e ?sintetizzare? e probabilmente si tratta di due processi che avvengono nell?emisfero sinistro.
Analizzare qualcosa potrebbe richiedere una certa elaborazione.
Ma perché sintetizzarle?
Presumibilmente, le cose stanno in questo modo: il materiale o le informazioni pervenute nell?emisfero sinistro, prima di essere inviate nel destro, sono sottoposte ad analisi; inoltre c?è bisogno di effettuare il salvataggio (la sintesi delle informazioni) in modo da evitare, in caso di mancato invio, la perdita di tutto il materiale analizzato. La sintesi potrebbe rappresentare un mezzo d?identificazione e di ricerca di enunciazioni o programmi da poco elaborati (non dimentichiamo che a livello dell?emisfero sinistro ci troviamo a memoria zero).
Facciamo un esempio: ci è venuta una buona idea, ne facciamo immediatamente la sintesi in modo da poterla recuperare in caso dovessimo dimenticarla.
Per sperare di recuperare idee, informazioni o dati, da poco elaborarti, ma persi a causa di una mancata sintesi, dovremmo sederci nuovamente sulla stessa poltrona, ricordare qualcosa di specifico che avevamo pensato prima di sederci?
L? è una doppia nominalizzazione.
Già una sola nominalizzazione ha un significato diverso per ognuno di noi, figuriamocene due!
In ogni modo, dopo aver denominalizzato il prima termine, otteniamo il verbo ?individualizzare?, ma a quale processo si riferisce? Coniugando il verbo individualizzare otteniamo: io individualizzo, tu individualizzi, egli individualizza, ecc. otteniamo qualcosa di poco logico.
Ci interessammo a questa parola alcuni anni fa perché non riuscivamo a trovarla sul vocabolario. La scovammo sul dizionario di francese ?individualizer? e, in quella lingua, probabilmente, il termine corrisponde qualche particolare processo o rapporto. Attualmente, in quasi tutti i vocabolari rinveniamo la parola ?individualizzare?, ma a quale processo logico si riferisce?
I vocaboli ?conoscere? e ?sapere? in inglese sono tradotte in una sola parola: ?know?. In questa lingua ?sapere? e ?conoscere? rappresentano lo stesso processo, mentre in italiano sono due cose abbastanza diverse e non indicano le stesse esperienze.
In inglese sapere qualcosa corrisponde a conoscerla e conoscere qualcosa vuol dire saperla.
In italiano, sapere qualcosa non implica automaticamente che la si debba conoscere, cioè conosciamo cose senza sapere di saperlo.
Queste affermazioni coincidono con i processi sensoriali sottesi all?emisfero non dominante, i processi di memorizzazione e la sua accessibilità. Conosciamo molte cose, ma non sempre ne siamo a conoscenza diretta; o meglio: sappiamo molte cose, ma non ne siamo coscienti.
Per fare un esempio, le persone non sempre sono a conoscenza del vantaggio secondario di un loro comportamento.
Per essere più precisi, durante le investigazioni ipnotiche emergono delle conoscenze di cui la persona non è consapevole, quindi, il significato più giusto è da attribuire alla lingua italiana.