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Archivio Gennaio 2006

Intervista a Marcella Boccia in sciopero della fame

27 Gennaio 2006 5 commenti

Breve intervista a Marcella Boccia, in sciopero della fame per dire “NO alla privatizzazione dell’acqua”
di Davide Mussio

Cosa pensa del fatto che si voglia privatizzare l’acqua e che la maggior parte dei giornalisti abbiano tenuto nascosto la notizia per molto tempo?

“Credo che se così tanti giornalisti si autoimbavagliano, allora qui c’è qualcosa che non quadra.
Credo che se i comici non possono più fare i comici perchè i politici si incazzano e li silurano, allora qui c’è qualcosa che non quadra.
Credo che se si viene richiamati all’ordine per aver fatto disegnare a dei bambini di 10 anni una bandiera arcobaleno con la scritta ‘Pace’ su un quaderno di Studi sociali e Guida alla Convivenza Civile, allora qui c’è qualcosa che non quadra.
Credo che se degli alunni scrivono una lettera di protesta, a ragione, indirizzata ad anonime persone che li hanno palesemente imbrogliati, e la loro insegnante rischia la carriera perchè la lettera è stata scritta durante il solito corso di Convivenza Civile, allora qui c’è qualcosa che non quadra.
Credo che se ti tolgono la libertà di parlare a scuola, con dei bambini d 10 anni, di razzismo, tolleranza, volontariato internazionale, libertà di stampa e d’espressione, qui c’è qualcosa che non quadra.
Credo che se la libertà ce l’hanno tolta in ogni aspetto della vita quotidiana, e tanta gente continui a preoccuparsi solo del cellulare nuovo, qui c’è qualcosa che non quadra.
Credo che se l’acqua diventa di proprietà di qualcuno, ed altri qualcuno lo permettono, mentre altri qualcuno protestano, allora qui c’è qualcosa che non quadra.
Credo che se non fossi così ottimista e fiduciosa nell’animo umano, non avrei dubbi nel dare a quel qualcosa che non quadra il nome di dittatura”.

Vi consigliamo di visitare il sito www.marcellaboccia.it
Davide Mussio ——–

Riferimenti: Marcella Boccia

Marcella Boccia nuovamente in sciopero della fame

25 Gennaio 2006 4 commenti

La poetessa e scrittrice Marcella Boccia nuovamente in sciopero della fame mercoledì 25 gennaio e mercoledì 1 febbraio 2006.

L?acqua non è una merce!!! E’ oggetto in tutto il mondo di un processo di privatizzazione senza precedenti. Come qualsiasi merce, l’acqua è posta sul mercato, venduta a società multinazionali che ne fanno oggetto di profitto. Sta accadendo anche in Italia e in Campania. Per 136 comuni delle province di Napoli e Caserta la mercificazione del diritto all?acqua è stata sancita dalla delibera approvata il 23 novembre 2004 dall?Assemblea dell?ATO 2 (Ambito Territoriale Ottimale Napoli e Caserta) ed il prossimo 31 gennaio, con la chiusura della gara, l?ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico sarà definitivo.
Marcella Boccia (www.marcellaboccia.it), nata in uno dei Comuni dell’alto casertano interessati, Baia e Latina, sostiene moralmente il Comitato Civico per la difesa dell’acqua a Napoli, che da molto si batte su questo fronte, e dice “No alla privatizzazione dell’acqua”, protestando con uno sciopero della fame nei giorni 25 gennaio e 1 febbraio 2006, che vanno ad aggiungersi ai precedenti 1-2 e 3 gennaio.

“Vi siete presi le nostre case
il nostro lavoro
i risparmi di una Vita
la speranza nel futuro
ogni bene comune
Ma giù le mani dalla nostra Vita
l?acqua è Vita?.

Fonte: Comunicati stampa on line

Appello bloger: diamo solidarietà alla mamma di Federico

13 Gennaio 2006 4 commenti

Quella che segue è la storia di un ragazzo; poco più di un bambino,
quello che gli è accaduto e come la famiglia sia all’oscuro della
verità.
Sono venuta a conoscenza per caso di questo blog, uno tra tanti ma
che ha un fine preciso.
Vi chiederei, semplicemente, di visitarlo e portare un pò di presenza.
Un abbraccio.

Federico

Ferrara, 2/1/2006

Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.
Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di
soli
18 anni appena compiuti.
È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi?
Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore
insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non
lo
dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più
respiro.
Non ha più luce, futuro?
Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.
Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro?
Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora
estate,
faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva
spesso,
ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno
aveva
un?aura speciale.
Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto
sorrisi
per tutti? la gioia era lui.
Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna
pizza.
Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.
Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte
giocando
a pallone?
È stata l?ultima volta che l?ho visto vivo.
Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi
perché
Stefano non avesse risposto al suo saluto.
Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che
l?ha
salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l?appuntamento
al
giorno dopo?
Non è mai esistito il giorno dopo.
Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa

dentro.
L?hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici,
e le
analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una
sostanza,
una pasticca o simili.
Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si
muore
di questo?
Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico
di
ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una
conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le
sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande
cura
del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo
splendido pieno di salute.
E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a
costruire il futuro.
Nell?immediato c?erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni,
il
karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di
tutti i
giorni cercando di stare bene?
Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto
di
incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.
Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che
poi
non era andato a Bologna.
Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli
hanno
offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito.
Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa?
Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici.
Specialmente
i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli
se
erano ancora fuori? sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi
che
conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.
E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell?ora mi sono
svegliata,
forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una
stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un
rumore
nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì?
Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.
Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla?
Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre.
Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi
aggrappavo all?idea che avesse solo perso il cellulare?
Poi l?ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è
memorizzato col solo nome, Lino.
Una voce ha risposto.
Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di
descrivere Federico.
Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha
risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti
dell?ippodromo
e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.
Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente
un
amico che ci lavora.
Nulla.
Il centralinista rispondeva: c?è il cambio di turno? non sono
informato?,
appena avremo notizie chiameremo noi?
Niente per altre tre ore!!!! Passate nell?angoscia e nelle telefonate
frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla
questura.
Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del
fratello.
Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.
La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano
portato via.
Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.
E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di
tenere
una mamma lontana da suo figlio!
E mi hanno detto che lo hanno fatto per me? perché era meglio che non
vedessi.
In quel momento gli ho creduto.
La polizia ha detto che un?abitante della zona aveva chiamato perché
sentiva delle urla.
Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i
muri.
Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era
sfigurato dalle percosse.
Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa
col
cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.
Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito
anche
in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che
aveva lo
scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi
segni
di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso,
dalla
tempia sinistra all?occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle
manette ai polsi. L?ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più
allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo.
L?hanno
distrutto?
E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da
solo.
Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi
sfortunati?
Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel
che
aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di
comportamenti
aggressivi. Semmai il contrario.
Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli
stava
crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla
polizia, la
patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva
dimenticato la
carta di identità.
Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno
si
preoccupava più di tanto?
Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com?era
ridotto
si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato,
ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.
Chissà quando se ne sono accorti?
L?ambulanza è stata chiamata quando ormai non c?era più niente da fare.
E
nemmeno allora lo hanno portato all?ospedale per provare un intervento
estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno
portato all?obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.
Perché?
Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata
chiamata
subito l?ambulanza?
Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c?era
nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.
Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non
farcelo vedere?
Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe
avuto?
Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto
per
un malore? tratto dal mattinale della questura.
Il giorno dopo sull?altra testata cittadina ?Federico sfigurato?.
Immediate
controdeduzioni del Capo Procura: ?non è morto per le percosse?? questa
è
stata la prima ammissione di quanto successo.
Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli
esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.
Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha
vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male
a
nessuno. Credeva nell?amicizia che dava a piene mani. Era un semplice
ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell?età si credeva grande
ma
dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita
davanti, e
una gran voglia di viverla?

Scritto il 02/01/06 alle 18:27

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2006/01/federico.html#comments

Riferimenti: Mamma di Federico

Per ridere un po’

6 Gennaio 2006 Commenti chiusi

Telefonate alla guardia medica.

Una volta, verso le tre di notte, mi chiamò un tale per farmi sapere che non riusciva a dormire. Gli risposi, poiché il suo sonno era disturbato che lasciasse dormine almeno me?
Ma lui asseri’ che il disturbo era forse dovuto duvuto ai tanti pensieri. Replicai che era vero: si pensa a tutto, tranne a dormire? e a far dormire gli altri.
La notte successiva chiamò un signore. Era agitato e preoccupato perchè sua suocera stava morendo. Gli risposi: ?E non sei contento??. Rimase sconcertato e perplesso e dopo un po’ chiuse il telefono.
La mattina stessa richiamò dicendo che la suocera stava bene, aveva solo un leggero mal di testa. Gli dissi di farsi coraggio perchè la suocera era stata schifata anche lassù. Per consolarlo gli raccontai della fortuna di un amico che aveva perso la suocera dopo appena due anni di matrimonio.
Fu la volta di uno che voleva suicidarsi, ma aveva paura; gli suggerii di superare il panico e farsi coraggio.
A notte inoltrata telefonò una signora per un dolore alla cervicale e chiese se doveva cambiare il guanciale, come avevo consigliato ad una sua amica che aveva ottenuto dei benefici. Le risposi che il cuscino era buono, ma che era la sua testa che non andava.
Alcune battute so tratte dal libro ‘Treapie istantanee’ Pitagora Editrice, 2004 Bologna.

La signora Iervolino non dovrebbe parlare di pace!?

3 Gennaio 2006 17 commenti

La signora Iervolino non dovrebbe parlare di Pace!

Marcella Boccia ed Alessandro Sommella contestano il sindaco di Napoli

Ieri pomeriggio, alle 18.30, la Comunità di S. Egidio di Napoli, unendosi a molte città del mondo, ha celebrato la Giornata Mondiale della Pace, ?Pace in tutte le terre?. C?è stato un corteo, partito da piazza Dante e terminato nella chiesa di S. Lorenzo Maggiore. I due artisti Marcella Boccia e Alessandro Sommella, nonostante la poca energia dovuta allo sciopero della fame che in questi giorni li vede protagonisti per la protesta contro la privatizzazione dell?acqua a Napoli ed in 136 comuni napoletani e casertani, erano presenti all?appuntamento di piazza Dante. La pioggia aveva già bagnato tutti i presenti, le fiaccole non volevano proprio restare accese, e gli ombrelli creavano qualche difficoltà visiva. Se non si era in prima fila, non si riusciva a vedere in faccia gli oratori, ma una voce inconfondibile ha preso la parola in conclusione, prima che il corteo si avviasse: il sindaco Rosa Russo Iervolino, il politico che, primo fra tutti, d?accordo con il governatore della Regione Campania, Antonio Bassolino, l’ex-sindaco della “rinascita” napoletana, ha deciso che l?acqua di Napoli, quel liquido imbevibile, che dal rubinetto scorre ogni giorno di un colore diverso, con una concentrazione di nitrati fino a 4 volte superiore al limite massimo ammesso (Rapporto ecosistema urbano 2004 di Legambiente), i cittadini dovranno pagarlo oro, perché dei privati si arricchiscano. La signora Iervolino ha ripetuto la parola ?pace? decine di volte durante il suo ?comizio? di piazza Dante. Pace, pace, pace. Marcella Boccia ed Alessandro Sommella hanno deciso, così, di abbandonare il corteo, per protesta.

?Io stimo molto la Comunità di Sant?Egidio ? dichiara la poetessa Marcella Boccia -. Avevo accettato con piacere l?invito a prender parte alla manifestazione pacifista di Capodanno, ma l?intervento del sindaco Iervolino mi ha dimostrato quanta ipocrisia vi sia nelle parole dei politici che non fanno altro che pubblicizzare sé stessi anche quando parlano di pace. ?La pace?, ?la pace?, continuava a ripetere, pronunciandola ?pasce?, ed io osservavo, sotto la pioggia, i cartelli con le scritte ?Palestina?, e, più in là, ?Israele?. Pace, pace. D?ora in poi darei una multa di un milione di euro ai politici che usano a sproposito la parola ?pace?, come quando al nostro governo si usa la definizione di ?costruttori di pace? perché non si vuol chiamare i guerrafondai col loro nome. Guerrafondai! E? così semplice! Guerrafondai. Punto e basta! Perché stuprare le parole? La parola è magia, va usata in modo corretto. Il sindaco di Napoli sa benissimo che in questi giorni ci sono cittadini che si privano del cibo per protestare contro la sua decisione, antidemocratica e malavitosa, di privatizzare l?acqua. Lo sa perché riceve i nostri comunicati stampa. Prima di parlare di pace nel mondo, si occupi di lasciare in pace i cittadini che governa!?.

Comunicati stampa on line

Riferimenti: Marcella Boccia

Imprigionata a dodici anni, ripetutamente violentata e attualmente in carcere

2 Gennaio 2006 21 commenti

La storia riguarda una monaca tibetana imprigionata a dodici anni dopo aver partecipato ad una manifestazione non violenta per dire “NO” all’occupazione militare cinese in Tibet. Fu ripetutamente violentata. Attualmente ha quasi trent’anni, ed è ancora in carcere, in una cella senza finestre, mangiando cibo avariato.
La potessa Marcella Boccia ha scoperto questa storia atroce nel corso di uno dei suoi viaggi sull’Himalaya, ed ha voluto raccontarla in una poesia, poi divenuta canzone, “The roof of the world”. Ma vorremmo saperne di più e fare qualcosa per liberarla.

Riferimenti: Marcella Boccia

Sciopero della fame ‘intervista alla poetessa Marcella Boccia’

1 Gennaio 2006 10 commenti

Ridateci l?acqua in Campania! Sciopero della fame della poetessa Marcella Boccia

Intervista di Dario De Min

Oggi è Capodanno, molti si stanno preparando all’abbondante e succulento pranzo, perché il tuo sciopero della fame?

Marcella Boccia: Perché ancora oggi, dopo un anno, molti campani non sanno che i sindaci di 136 Comuni delle province di Napoli e Caserta, il 30 dicembre 2004, mentre molti si preoccupavano di dove trascorrere il Capodanno, zitti zitti, come si suol dire, senza far sapere niente a nessuno, hanno venduto l’acqua alla multinazionale Eni. Circa un mese prima, il 23 novembre 2004, fecero lo stesso: zitti zitti, decisero, con una delibera, di privatizzare l’acqua.

Lo sciopero della fame ha l’unico obiettivo di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su una vicenda che coinvolge tutti i campani che vivono nei Comuni interessati. E? un diritto di tutti sapere cosa i politici decidono per i cittadini.

Cosa comporterebbe la privatizzazione dell’acqua?

Innanzitutto un consistente aumento delle tariffe, e con l’euro che sta mandando in rovina tutta la gente onesta d’Italia, pensare di pagare il doppio, il triplo quello che è un bene dell’umanità, è vergognoso. Un’altra conseguenza sarebbe l’abbassamento degli stardard sanitari. Si stima, inoltre, che almeno 1500 persone perderebbero il lavoro. Ci sarebbe un conseguente assalto delle multinazionali e dei comitati d’Affari al bene comune ed il rischio, certo come è certa la necessità per l’essere umano di bere acqua, di infiltrazione degli interessi mafiosi.

Dove la privatizzazione dell?acqua è già avvenuta, ci sono stati rincari, disservizi e, chiaramente, speculazioni che a priori sono immorali, fugurarsi quando riguardino un bene che è di tutti e che, pertanto, dovrebbe essere gratuito.

Cosa è avvenuto dopo la delibera del 23 novembre 2004?

Lo scorso gennaio è nato un Comitato Civico per la difesa dell?acqua, la cui mobilitazione ha reso possibile lo spostamento dei termini della gara al mese di aprile, prima fissati per il 7 febbraio, costringendo le forze politiche ad esprimersi sul problema, e diffondendo, così, una notizia che pochi conoscevano.

Cosa chiede il Comitato?

Il Comitato Civico per la difesa dell?acqua si è mobilitato per l’annullamento della delibera ed il blocco del bando per la privatizzazione, chiedendo una gestione completamente pubblica, “in house”, dei servizi idrici in questione. Non è disposto ad accettare, inoltre, alcuna ipotesi di società mista che lascerebbe comunque il timone in mano ai privati. E chiede, infine, la ripubblicizzazione delle infrastrutture (come gli acquedotti) che la giunta regionale ha già dato in gestione a privati.

Hai scritto dei versi molto belli sull?argomento: ?Vi siete presi le nostre case / il nostro lavoro / i risparmi di una Vita / la speranza nel futuro / ogni bene comune / Ma giù le mani dalla nostra Vita / l?acqua è Vita?.

A chi ti rivolgi?

Ai politici. A quei viscidi personaggi che ingannano gli ingenui elettori per farsi votare e poi, una volta al governo, danno al popolo il colpo di grazia. Stanotte sentivo la gente euforica per l?arrivo del nuovo anno, musica latino americana, risa, fuochi d?artificio. Mi chiedevo se la gente che stanotte ha festeggiato il 2006 immagini solo lontanamente cosa ci stanno preparando i nostri politici?

Cosa prevedi?

Non è una profezia, ma piuttosto un?analisi di ciò che sta avvenendo già da tempo. Sembra una novità, perché molti lo ignorano per scelta o per disinformazione. Ma ciò che viviamo è il governo antidemocratico del nostro bel Paese, che non rispetta la Costituzione, partecipando a guerre, usando la censura, danneggiando i cittadini italiani economicamente e moralmente. Credo che i nostri politici debbano finalmente studiarsi la Costituzione, anziché volerla cambiare a proprio piacimento.

Concludiamo con i tuoi versi tratti dal componimento “Maledetta proprietà privata”:
?L?acqua non è una merce / l?acqua sono io / sei tu / è il bambino / che tua madre ha avuto in grembo / è il cibo che ha nutrito / le sue cellule / sono cento mille libellule / libere di librarsi nell?aere / non puoi catturarle / è un delitto privatizzarle? (Marcella Boccia)

Sciopero della fame per dire No alla privatizzazione dell’acqua

1 Gennaio 2006 5 commenti

L’acqua: un bene dell’umanita’

Gli artisti campani Marcella Boccia e Alessandro Sommella scioperano per dire “No alla privatizzazione dell’acqua!”

Il Comitato italiano per il Contratto Mondiale per l’acqua ed una Rete di associazioni ed i Movimenti che sono impegnati da diversi anni a difendere in Italia la gestione pubblica dell’acqua si fanno portavoci dei seguenti principi: l’acqua è un “bene comune dell’umanità” che appartiene, cioè, a tutti gli organismi viventi perché elemento indispensabile per garantire il diritto alla vita e conseguentemente che l’accesso all’acqua è un diritto umano e sociale, individuale e collettivo; il finanziamento del costo necessario per garantire questo diritto ad ogni essere umano nelle quantità e qualità sufficienti per vivere, debba essere una responsabilità e competenza dei pubblici poteri, politici ed amministrativi; gli enti locali hanno il dovere di garantire a tutti i cittadini l’accesso all’acqua come “bene comune pubblico”, attraverso uno statuto di condivisione, gestione e protezione della risorsa e garantendo il “diritto di accesso” a tutte le popolazioni e alle generazioni future definendone gli usi, le pratiche e le regole per favorirne l’uso e la condivisione, in linea anche con i principi generali introdotti dall’art. 1 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36.
L?acqua non è una merce!!! E’ oggetto in tutto il mondo di un processo di privatizzazione senza precedenti. Come qualsiasi merce, l’acqua è posta sul mercato, venduta a società multinazionali che ne fanno oggetto di profitto. Sta accadendo anche in Italia e in Campania. Per 136 comuni delle province di Napoli e Caserta la mercificazione del diritto all?acqua è stata sancita dalla delibera approvata il 23 novembre 2004 dall?Assemblea dell?ATO 2 (Ambito Territoriale Ottimale Napoli e Caserta) ed il prossimo 31 gennaio, con la chiusura della gara, l?ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico sarà definitivo.
La poetessa e scrittrice Marcella Boccia (www.marcellaboccia.it), nata in uno dei Comuni dell’alto casertano interessati, Baia e Latina, dice “No alla privatizzazione dell’acqua”, protestando con uno sciopero della fame nei giorni 1, 2 e 3 gennaio 2006.
Il musicista napoletano Alessandro Sommella (Planet Funk) (www.sandrosommella.com) protesterà, allo stesso modo, con uno sciopero della fame il giorno di capodanno. I due artisti saranno a Napoli a partire dal capodanno fino al giorno 3 e risponderanno ad eventuali interviste all’indirizzo e-mail peace@centroshanti.it.

L’acqua è un bene dell’umanità.

* * *
“Esiste una sola razza: l’Umanità” (Gandhi)
(¯`·.¸(¯`·.¸P.E.A.C.E.¸.·´¯)¸.·´¯)
Associazione per la pace e i diritti umani
website – www.sfairos.it/peace.htm

Riferimenti: Marcella Boccia