Archivio

Archivio Febbraio 2006

Marco Pannella deve vivere!

1 Febbraio 2006 5 commenti

Ancora gran digiuno di Pannella, fatto per essere ricevuto da Leone come segretario del partito radicale. No, diceva il presidente, perché per prassi della Costituzione, il presidente riceve soltanto segretari di partiti rappresentati in parlamento. Pannella continuò a digiunare. Arrivò al cinquantesimo giorno dimagrito di venti chili, mentre in Italia si creava una certa tensione, se ne parlava anche in Svezia e Danimarca.
Eugenio Scalfari che non era ancora direttore di Repubblica, ma solo un esperto economico, riceve una telefonata di Nicola Picella, segretario del presidente. ?Il presidente vorrebbe vederla?.
Il giorno successivo, Picella, prima di farlo passare dal presidente, come unica domanda: ?Questo Pannella lei lo conosce?? ?Sì?, è la risposta.
Comunque, introdotto dal presidente, Leone fa a Scalari:?Lei conosce Pannella?? ?Sì?. ?Ma dove vuole arrivare chilo lì?? ?Presidente, Pannella pur di avere un colloquio con lei, è capace di morire?. ?Ma cosa dite, non potete convincerlo a smettere?? ?Ho scarsi rapporti con lui, e poi è un tipo dei più ostinati. Ormai è diventato un caso della massima attualità, di risonanza internazionale. Ne parla la Tv svedese allarmata, domani mille radicali potrebbero benissimo occupare la piazza del Quirinale.? ?Ma io non posso, ecc. Per via della prassi della Costituzione??
?Ma questo, glielo ripeto, può anche morire per colpa sua.? Si arriva così a un compromesso: Leone lo riceverà in quanto presidente della lega per il divorzio, non come segretario del Partito radicale.
Dopo l?incontro, la sera Pannella va a cena a Trastevere.
Tratto dal libro di Camilla Cederna: Giovanni Leone, la carriera di un presidente, Feltrinelli 1978.

L’acqua dolce la vogliono far pagare salata…

1 Febbraio 2006 3 commenti

L’acqua dolce la vogliono far pagare salata… Parola di Marcella Boccia!

Martedì 31 gennaio 2006. Festeggiamenti a Napoli, cortei, interventi, musica.

La poetessa Marcella Boccia, premio per la Pace Assisi 2005, per il suo impegno, a livello internazionale, nella diffusione di una cultura di pace e non violenza, in sciopero della fame nel mese di gennaio per protestare contro la privatizzazione dell’acqua, insieme al Comitato civico per la difesa dell’acqua, era presente, ieri, ai festeggiamenti di piazza Dante, a Napoli, per il ritiro della famigerata delibera che, in Campania, avrebbe reso l’acqua privata. Applauditissimi gli interventi di Alex Zanotelli, Beppe Grillo e Jacopo Fo.

“L’acqua è un bene comune -afferma Marcella Boccia durante un’intervista telefonica-. La si vuole privatizzare, in Campania, com’è accaduto in altre regioni e città italiane, dove le fortunate società private offrono acqua dolce e la fanno pagare salata… Mi pare una contraddizione! Con l’acqua salata non ci si può dissetare, possiamo solo farci un minestrone di confusione, amarezza, il tutto condito con una gran quantità di olio antidemocratico, che unge le menti e le lingue dei cittadini di continuo truffati.

L’acqua dolce la vogliono far pagare salata… Tanto varrebbe cominciare a bere acqua marina! Ma, poi, son sicura che privatizzerebbero anche quella! A Napoli si è ottenuto un primo successo, sebbene si tratti solo dell’inizio della lotta non violenta per il riconoscimento dei diritti insindacabili dei cittadini. E’ solo l’inizio! Sono ottimista, ma non mi fido dei politici. Si sono accorti di esser divenuti impopolari grazie all’azione di sensibilizzazione operata dal Comitato civico per l’acqua, ed hanno fatto un passo indietro. Ma non bisogna dimenticare che siamo in campagna elettorale, ed in campagna elettorale i politici diventano ancora più ipocriti. Non bisogna mollare la presa. Qui ne va della nostra vita e della sua qualità. Possiamo vivere senza le pensioni di cui ci hanno privato. Possiamo tentare di vivere nell’inquinamento, sommersi dall’immondizia, in un paese, l’Italia, che somiglia sempre più a New York, dove molti, ora, vengono tutelati dalla legge se sparano ad un vicino di casa che si avvicini alla loro “proprietà”. Che schifo di termine! Cos’è la proprietà, se non qualcosa che un essere umano sottrae ad un altro essere umano? Potremmo imparare a vivere nella dittatura in cui ci hanno catapultati da tempo, governati da onorevoli politici con fedine penali più sporche di tutte le discariche italiane messe insieme. Ma non si vive senza acqua”.

La nostra redazione ringrazia Marcella Boccia per il tempo dedicatoci e si complimenta con tutti coloro, campani e non, si sono attivati nella lotta contro la delibera per la privatizzazione dell’acqua.

Cristina Barrella. Redazione “E-venti”.

Riferimenti: Marcella Boccia