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Archivio Gennaio 2007

Terapie istantanee, quarto caso

17 Gennaio 2007 6 commenti

Testo inviato dal dott. Stefano Limontini

Questo è il mio primo caso che affronto e risolvo tra le mura di casa.
L’altro giorno, mio figlio più grande, Luca, appena sveglio, mi riferisce un dolore violento all’inguine dx. Il dolore è forte e fastidioso al punto tale che zoppica nel camminare e soprattutto, grande fonte di dispiacere per lui, non sarebbe stato assolutamente in grado di fare la partita del campionato di pallacanestro prevista in serata. Su mia richiesta mi racconta che durante l’allenamento di pallacanestro di ieri sera, si è stirato a livello dell’inserzione prossimale del m. adduttore della coscia dx, ma da “caldo” il dolore era sopportabile e non ci aveva dato tanta importanza.
Gli faccio assumere una compressa di paracetamolo per permettergli di andare a scuola e gli prometto che gli avrei risolto il problema dopo pranzo.
Giunto il momento, svanito l’effetto del paracetamolo, faccio sdraiare a fatica Luca sul divano di casa. Eseguo una serie di test per valutare la motilità consentita alla coscia e mi riferisce che il dolore all’inguine è insopportabile soprattutto nei movimenti controresistenza in adduzione, ovviamente. Abbiamo a che fare con uno dei nemici peggiori di un atleta: la pubalgia! Non mi perdo d’animo e chiedo a mio figlio di non preoccuparsi e di rilassarsi dolcemente. Metto subito la mia mano dx sul suo torace e cerco di entrare in sintonia con la sua respirazione. Attendo qualche minuto e gli tocco con la mia mano sin il suo braccio destro e la fronte ed in pochi istanti mi rendo conto che è perfettamente rilassato.
Gli dico di provare ad immaginarsi vicino alla porta della cucina e di vedersi sdraiato sul divano. Ci riesce, ma dice di fare fatica.
Gli chiedo di rimpicciolire l’immagine e di allontanarla dolcemente e riferire l’effetto che fa sul dolore. Ci riesce, ma mi conferma che fa fatica e che preferirebbe immaginarsi di essere sul soffitto della stanza e di guardarsi dall’alto. Gli confermo che per me va bene e quindi di proseguire nell’esercizio di rimpicciolire e allontanare l’immagine di sè sul divano ancora di più. Ci riesce senza difficoltà e dice di stare decisamente meglio, e nel dirmelo, il suo sguardo è decisamente stupito e incredulo.
Insisto e gli chiedo di rimpicciolire e allontanare l’immagine sempre di più fino a farla svanire in una bolla di sapone profumata e colorata e, quando la bolla si rompe, di prire gli occhi e tornare tra noi senza fretta. In poco tempo apre gli occhi, si mette seduto sul lettino guardandosi intorno stupito. Non osa chiedere cosa e come sia potuto succedere, ma è felice perchè non ha più dolore. Eseguo di nuovo i test di valutazione muscolare e anche nei movimenti di adduzione controresistenza non avverte alcun dolore. In serata riesce a giocare la partita e non ha mai avuto alcun problema.
…che soddisfazione!
Saluti.
Stefano
Riferimenti: Corso di PNL e Neuro-programmazione digitale

Terapie istantanee, terzo caso

16 Gennaio 2007 Commenti chiusi

Nuovo esempio di Terapie istantanee, articolo inviato dal dott.Stefano Limontini

Ecco un altro “semplice” caso risolto:
Ero di turno in pronto soccorso e giunge alla mia osservazione la sig.ra M. Elisa (1979).
Entra in ambulatorio seduta in carrozzina, con un atteggiamento molto sofferente, pallida, occhi socchiusi, sguardo assente. Parla a fatica e si regge il capo con le mani.
Riferisce di soffrire abitualmente di cefalea e di aver consultato diversi “Centri Cefalea” ma senza mai aver trovato i motivi e nè la soluzione al suo problema.
Racconta che sono tre giorni che ha una cefalea e che la solita terapia non aveva sortito alcun effetto. Essendo sfinita da un dolore ingravescente si presentava in pronto soccorso in cerca di aiuto.
Mentre racconta la sua storia, non riesco ad osservare con attenzione i movimenti dei suoi occhi in quanto, disturbata dalla luce dell’ambulatorio, li teneva chiusi.
Decido quindi, con l’aiuto di un’infermiera, di farla sdraiare sul lettino e le metto subito la mia mano dx sul suo torace e cerco di entrare in sintonia con la sua respirazione. Attendo meno di un minuto e le tocco con la mia mano sin il suo braccio destro ed in pochi istanti mi rendo conto che è perfettamente rilassata.
L’infermiera di turno con me, comprendendo l’imminente “spettacolo” esce a chiamare un altra collega che voleva assistere al trattamento.
Nel frattempo, chiedo alla paziente di immaginarsi vicino alla porta dell’ambulatorio e di vedersi sdraiata sul lettino. Ci riesce.
Le chiedo di rimpicciolire l’immagine e di allontanarla dolcemente e riferire l’effetto che fa sulla cefalea. Ci riesce, e dice di stare meglio.
Non contento, gliela faccio rimpicciolire e allontanare ancora di più. Sta ancora meglio, e nel dirmelo, è stupita di quello che le sta capitando.
Insisto e le chiedo di rimpicciolire e allontanare l’immagine sempre di più fino a farla svanire in un lampo di luce calda e bellissima.
Ci riesce e improvvisamente apre gli occhi, si mette seduta sul lettino guardandosi stupita intorno. Dice di stare bene e continua a dirlo felice a se stessa.
Si alza, sorride è felice. Continua a ripetere: “sto bene dottore, sto bene. Non ho più nulla!”
In quel momento entrano le infermiere e non credono ai loro occhi. Quella povera ragazza era entrata in ambulatorio sofferente ed ora esce raggiante.
Forse, il più incredulo di tutti sono io. Ho fatto una cosa e stento a credere che sia vero. Eppure è qui davanti ai miei occhi.
Un abbraccio.
Stefano
Riferimenti: Neuro-programmazione digitale

Terapie istantanee

11 Gennaio 2007 Commenti chiusi

Lettera di un allievo del prof. Elia Tropeano (autore del libro ‘Terapie istantanee’, Pitagora Editrice, 2004 Bologna).

Caro professore,
ti presento il mio primo caso!!!
Domenica 5 novembre ero di turno in pronto soccorso.
Giunge alla mia osservazione la sig.ra C.M. (1967 in Venezuela).
Entra in ambulatorio seduta in carrozzina, con un atteggiamento molto sofferente, occhi lucidi, sguardo perso.
Riferisce di essersi svegliata regolarmente, ma appena alzata dal letto avverte la comparsa di vertigini violente con nausea e vomito.
Non riuscendo a stare in piedi è costretta a rimettersi a letto. Passa circa un’ora e riprovando ad alzarsi, compaiono di nuovo le vertigini ancora più violente e sempre accompagnate da nausea e vomito.
Mentre racconta la sua storia, osservo con attenzione i movimenti dei suoi occhi.
A questo punto la faccio sdraiare sul lettino e le metto la mia mano dx sul suo torace e cerco di entrare in sintonia con la sua respirazione. Aspetto un paio di minuti e, nel frattempo mi faccio raccontare ancora cosa è successo e il motivo per cui viene in pronto soccorso.
Quando mi accorgo che è perfettamente rilassata le chiedo di dirmi qual’è, secondo lei, la causa del suo problema e lei comincia a raccontarmi di essere stata aggredita sul lavoro da un collega con cui stava litigando furiosamente.
Mentre inizia a raccontare la sua storia le tocco ripetutamente il braccio dx con il mia mano sinistra e si rilassata ulteriormente all’istante.
Noto, dal movimento dei suoi occhi che tutti i sistemi V, A e C sono rappresentati, ma il V è manifestato sia a sin che a dx. Entro nei particolari della storia e mi faccio dire cosa esattamente ricorda e cosa le dia fastidio. In effetti, l’immagine dell’aggressore, enorme su di lei, è la cosa che scatena una crisi vertiginosa e la terrorizza al punto di scoppiare a piangere dicendo che non sarebbe mai più andata a lavorare in quel posto.
Le chiedo se riesce ad immaginare di rimpicciolire l’immagine del suo aggressore e di allontanarla piano piano. Ci riesce, e dice di stare meglio.
Non contento, gliela faccio rimpicciolire e allontanare ancora di più. Sta ancora meglio, ma nel dirmelo, per qualche istante gli occhi guardano ancora in alto a dx.
A questo punto le chiedo di immaginarsi seduta al cinema e di rivedere proiettata sullo schermo tutta la scena dall’inizio alla fine e di riavvolgere la pellicola all’indietro il più velocemente possibile. Non le ho detto esplicitamente di entrare nel film per associarsi, ma forse lo ha fatto automaticamente.
In effetti, dopo, le chiedo di rivedere la scena e gli occhi, questa volta, sono sempre a sin e rappresentati in tutti i sistemi.
Riferisce di stare bene e in assenza di sintomatologia.
Le chiedo quindi di tornare fra noi e di prendersi il tempo che vuole per farlo.
Entro un minuto si sveglia, si stiracchia stupita e riferisce che sta benissimo e chiede cosa è successo. Il suo volto è sereno.
Le chiedo quando va a lavorare il prossimo turno e lei, sicura di se, afferma: domani mattina dottore.
L’infermiera che ha assistito a tutta la scena è esterrefatta e incredula!!! Io ho la pelle d’oca dappertutto, ma sono entusiasta.
….alla prossima!!
Un abbraccio.
Stefano

Complimenti!
Non avrei saputo far di meglio. A proposito, come avresti affrontato una simile situazione senza l’ausilio della metodica che hai descritto?
Spero continui a sperimentare le tecniche di neuro-programmazione digitale, sicuramente otterrai tanti dei successi.
A presto da Elia

——— Original Message —–
From: elia.tropeano@email.it

Non avrei fatto altro che inviarla in consulenza otorinolaringoiatrica.
Lo specialista avrebbe consigliato un farmaco che si chiama Torecan da prendere al bisogno in quanto aiuta a togliere le vertigini.
Ovviamente, ad un primo esame obiettivo, non trovando la causa delle vertigini, le avrebbe richiesto una marea di esami specialistici da fare nei prossimi giorni.
Esami che sarebbero stati tutti negativi, per cui la sig.ra era condannata a vita a prendere supposte di Torecan tutte le volte che aveva crisi senza mai sapere perchè!
Stefano

Ecco il mio secondo pz trattato:
Domenica 5 novembre ero di turno in pronto soccorso.
Giunge alla mia osservazione la sig.ra M. A. Maria (1973).
Entra in ambulatorio seduta in carrozzina, indossa un collare cervicale morbido sagomato, atteggiamento molto sofferente, sguardo perso.
Riferisce incidente stradale ieri. Già vista in pronto soccorso e indagata con rx e visite specialistiche, risultate tutte negative.
Lamenta parestesie agli arti superiori e dolori diffusi al rachide dorso-lombare. Riferisce inoltre difficoltà nel mantenere l’equilibrio in stazione eretta.
Mentre racconta la sua storia, osservo con molta attenzione i movimenti dei suoi occhi.
A questo punto la faccio sdraiare sul lettino e le metto la mia mano dx sul suo torace e cerco di entrare in sintonia con la sua respirazione.
Questa volta non aspetto tanto tempo e mi faccio raccontare subito cosa ricorda dell’incidente.
Mentre inizia a raccontare la sua storia le tocco ripetutamente il braccio dx con il mia mano sinistra e lei si rilassata ulteriormente all’istante.
Noto, dal movimento dei suoi occhi che tutti i sistemi V, A e C sono rappresentati, ma il V e l’A sono manifestati sia a sin che a dx.
Entro nei particolari della storia e mi faccio dire cosa esattamente ricorda e cosa le dia fastidio.
Racconta, quindi, che lei era in auto da sola, ferma ad un semaforo. All’improvviso, un auto non si ferma allo stop e va ad urtare un’altra auto che sopraggiungeva e che va, a sua volta, ad urtare la sua che viene spinta verso un palo della luce a bordo strada.
Ecco che l’immagine del palo della luce, che ricorda enorme e minaccioso che si avvicina le da molto fastidio e scatena una crisi di ansia.
Le chiedo se riesce ad immaginare di rimpicciolire l’immagine del palo e di allontanarla piano piano. Ci riesce, e dice di stare meglio.
Non contento, gliela faccio rimpicciolire e allontanare ancora di più. Sta ancora meglio.
Ancora non contento le chiedo se riesce ad immaginare che il palo diventi trasparente, quasi invisibile.
Ora nel ricordare la scena, sta decisamente meglio, ma nel dirmelo, per qualche istante gli occhi guardano ancora a livello a dx.
Insisto e le dico che lei ora sta meglio, ma c’è ancora qualcosa le da fastidio. Le chiedo di rivedere la scena.
Lei accetta e ad un certo punto strizza gli occhi dalla paura e scoppia in un pianto e urla di disperazione! Il rumore, il rumore!! I miei bambini, i miei bambini!!!
L’infermiera, che fino ad allora aveva assistito a tutta la scena in religioso silenzio, esce dalla stanza a chiamare altre sue colleghe!!
Cerco di calmare la paziente. Ci riesco e piano piano racconta che ha rivisto l’immagine dello scontro sentendo anche il rumore delle lamiere dell’auto e avendo avuto paura di morire immaginava i bambini che piangevano e urlavano per la disperazione della perdita della madre.
A questo punto le chiedo di rivedere ancora la scena e di sostituire il suono fastidioso dell’urto fra lamiere con un piacevole suono di campane a festa!!
Lei, timorosa, ci prova e ci riesce e afferma di stare nettamente meglio. Smette di piangere e inizia a rasserenarsi.
Le infermiere impallidiscono!!!!
A questo punto le chiedo di fare un ultimo sforzo e di immaginarsi seduta al cinema e di rivedere proiettata sullo schermo tutta la scena dall’inizio alla fine e di riavvolgere la pellicola all’indietro il più velocemente possibile. Anche in questo caso, non le ho detto esplicitamente di entrare nel film per associarsi, ma forse lo ha fatto automaticamente.
In effetti, dopo, le chiedo di rivedere la scena per l’ultima volta e gli occhi, questa volta, sono sempre a sin e rappresentati in tutti i sistemi.
Il suo volto è sereno, non ha più paura, non piange più. Riferisce di stare bene e in assenza di sintomatologia.
Le chiedo quindi di tornare fra noi e di prendersi il tempo che vuole per farlo.
Entro un minuto si sveglia, si mette seduta sul lettino, mi guarda incredula e riferisce che sta benissimo. Si alza e mi chiede cosa è successo. Il suo volto è sereno.
Faccio entrare il marito che vedendo sua moglie in piedi e che non si lamenta mi chiede, stupito, cosa è successo.
Dico a loro che è bastato farla sfogare e raccontare la storia dell’incidente per far passare tutto e di continuare a prendere le medicine già prescritte il giorno prima.
Le infermiere che hanno assistito a tutta la scena sono incredule!!!
Io ho brividi un po’ dappertutto, ma sono entusiasta.
….alla prossima.
Un abbraccio al mio grande maestro!!!
Stefano

——— Original Message —–

ELENCO VINCITORI, CONCORSI POESIE E PRESEPI TENUTISI A PESCHE (IS)

11 Gennaio 2007 Commenti chiusi

I presepi nel presepe
elenco vincitori concorsi ‘Il presepe nel presepe’ svoltosi a Pesche (IS) dal 9 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007.

PRESEPI VINCITORI DEL CONCORSO I PRESEPI NEL PRESEPE
PRESEPI VINCENTI:

PRESEPI REGIONALI

Regione Umbria

1° PREMIO: Regione Umbria ? Opera realizzata dal Sig. Paolo B. ? NOCERA UMBRA (PG);

2° PREMIO: Regione Basilicata ? Opera realizzata dal Sig. Sergio Barbanti e figli, con la collaborazione del Sig. Giovanni S. ? PATERNO (PZ);

3° PREMIO : Regione Lazio ? Opera realizzata dalla pittrice Clara Pia Corrente ? MINTURNO (LT).

PRESEPI TRADIZIONALI

SIGN.RA ROSANGELA PERPETUA

1° PREMIO: Presepe n° 19, realizzato dalla Sig.ra Rosangela Perpetua;

2° PREMIO: Presepe n° 62, realizzato dal Sig. Giuseppe Maddonni;

3° PREMIO: Presepe n° 22, realizzato dal Sig. Mario Vergate.

PRESEPI INNOVATIVI

SIGN. MARIO PETRECCA

1° PREMIO: Presepe n° 53, realizzato dal Sig. Mario Petrecca;

2° PREMIO: Presepe n° 57, realizzato dalle Sig.re Di Rienzo Roberta e Di Marco Maria Cristina;

3° PREMIO: Presepe n° 49, realizzato dalla Sig.ra Fabiola Visco.

PRESEPI RAGAZZI FINO A 14 ANNI

SCUOLA PRIMARIA PESCHE CLASSE IV

1° PREMIO: Presepe n° 48, realizzato dalla classe IV della Scuola primaria P. PIO di Pesche (IS);

2° PREMIO: Presepe n° 51, realizzato dalla classe II C della scuola media statale A. D?Isernia;

3° PREMIO: Presepe n° 50, realizzato dalla classe III D della scuola media statale A. D?Isernia.

VINCITORI CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE ?IL PRESEPE?

SEZIONE A

PRIMO PREMIO: VANNUCCHI GIULIA, con la poesia ?TIMIDEZZA?;

SECONDO PREMIO: PALUMBO MICHELA e DI MARIO CARMEN ( Classe II C Scuola secondaria di 1°grado Andrea D?Isernia), con la poesia ?IL DONO PIÙ BELLO?;

PREMIO DELLA CRITICA: EVANGELISTA FRANCESCO, con la poesia ?IL PRESEPE?.

SEZIONE B

PRIMO PREMIO: DI RUGGIERO FRANCESCO, con la poesia ?LAMA DI LUCE?;

SECONDO PREMIO: AMMIRATI MICHELE, con la poesia ?RESTA?;

SECONDO PREMIO: FERRAGLIA SARA, con la poesia ?IL PRESEPE CAPOVOLTO?;

TERZO PREMIO: FASCINO MICHELE, con la poesia ?IL PAESAGGIO IMMAGINATO?;

PREMIO DELLA CRITICA: GIUSTI CRISTINA, con la poesia ?PREGHIERA ESASPERATA?;

PREMIO SPECIALE: CASA CIRCONDARIALE di LARINO, con la raccolta di poesie ?NATALE IN CASA CIRCONDARIALE?;

PREMIO SPECIALE PER LA SEZIONE POESIA IN VERNACOLO: CAVALIERE NICOLA , con la poesia ?MIRACOLO ? E NATALE?.

SEZIONE C

PREMIO UNICO: ANDRIZZI MARINELLA, con il racconto ?LA MIA STANZA?;

SEZIONE D

PRIMO PREMIO: NERUCCI MAURO, con il racconto ?CHI HA PRESO IL BAMBINO??;

SECONDO PREMIO: LABIANCA EMILIO, con il racconto ?UN MUCCHIO DI GIORNALI?;

TERZO PREMIO: BATTISTONI LORENA, con il racconto ?LA CAPANNA DI SAN FRANCESCO?

PREMIO DELLA CRITICA: DI RUGGIERO FRANCESCO, con il racconto ?SIMONE, UNA VITA NELL?ATTESA?.

SEGNALAZIONE DI MERITO:

· GAMBINI GIUSEPPE, con la poesia ?IL MIO PRESEPE PERDUTO?

· COMASTRI ELISABETTA, con la poesia ?SOGNO UN PRESEPE?

· MAZZUCCATO LUDOVICA, con la poesia ? ?L?INVITO?

· LOSCALZO DONATO, con la poesia ?IL SILENZIO E LA PACE?

· SCARABEO PAOLO, con la poesia ?L?ULTIMO AVVENTO?.


Riferimenti: I presepi nel presepe