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Terapie istantanee, terzo caso

16 Gennaio 2007

Nuovo esempio di Terapie istantanee, articolo inviato dal dott.Stefano Limontini

Ecco un altro “semplice” caso risolto:
Ero di turno in pronto soccorso e giunge alla mia osservazione la sig.ra M. Elisa (1979).
Entra in ambulatorio seduta in carrozzina, con un atteggiamento molto sofferente, pallida, occhi socchiusi, sguardo assente. Parla a fatica e si regge il capo con le mani.
Riferisce di soffrire abitualmente di cefalea e di aver consultato diversi “Centri Cefalea” ma senza mai aver trovato i motivi e nè la soluzione al suo problema.
Racconta che sono tre giorni che ha una cefalea e che la solita terapia non aveva sortito alcun effetto. Essendo sfinita da un dolore ingravescente si presentava in pronto soccorso in cerca di aiuto.
Mentre racconta la sua storia, non riesco ad osservare con attenzione i movimenti dei suoi occhi in quanto, disturbata dalla luce dell’ambulatorio, li teneva chiusi.
Decido quindi, con l’aiuto di un’infermiera, di farla sdraiare sul lettino e le metto subito la mia mano dx sul suo torace e cerco di entrare in sintonia con la sua respirazione. Attendo meno di un minuto e le tocco con la mia mano sin il suo braccio destro ed in pochi istanti mi rendo conto che è perfettamente rilassata.
L’infermiera di turno con me, comprendendo l’imminente “spettacolo” esce a chiamare un altra collega che voleva assistere al trattamento.
Nel frattempo, chiedo alla paziente di immaginarsi vicino alla porta dell’ambulatorio e di vedersi sdraiata sul lettino. Ci riesce.
Le chiedo di rimpicciolire l’immagine e di allontanarla dolcemente e riferire l’effetto che fa sulla cefalea. Ci riesce, e dice di stare meglio.
Non contento, gliela faccio rimpicciolire e allontanare ancora di più. Sta ancora meglio, e nel dirmelo, è stupita di quello che le sta capitando.
Insisto e le chiedo di rimpicciolire e allontanare l’immagine sempre di più fino a farla svanire in un lampo di luce calda e bellissima.
Ci riesce e improvvisamente apre gli occhi, si mette seduta sul lettino guardandosi stupita intorno. Dice di stare bene e continua a dirlo felice a se stessa.
Si alza, sorride è felice. Continua a ripetere: “sto bene dottore, sto bene. Non ho più nulla!”
In quel momento entrano le infermiere e non credono ai loro occhi. Quella povera ragazza era entrata in ambulatorio sofferente ed ora esce raggiante.
Forse, il più incredulo di tutti sono io. Ho fatto una cosa e stento a credere che sia vero. Eppure è qui davanti ai miei occhi.
Un abbraccio.
Stefano
Riferimenti: Neuro-programmazione digitale

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